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Draghi: «Per l’autonomia di Bankitalia sono decisivi rigore e indipendenza»

di Stefania Tamburello

ROMA — Per garantire la piena autonomia della Banca d’Italia occorrono «indipendenza di giudizio, rigore analitico e impegno civile» : a due settimane dalle Considerazioni finali il governatore Mario Draghi, intervenendo alla giornata di studio dedicata dall’Accademia dei Lincei al suo predecessore Polo Baffi, è tornato ad insistere sulla indipendenza della banca centrale. Un tema caro anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ieri in un messaggio inviato in occasione dello stesso incontro ha insistito sul «ruolo fondamentale» del governo della moneta e della regolazione del sistema creditizio e finanziario nella gestione dell'economia di un Paese. E sulla necessità di affidare tali funzioni a istituzioni dalla «solida architettura» e a persone «dotate di una indipendenza di giudizio che può scaturire solo da una convinta dedizione all'interesse pubblico e da una profonda conoscenza tecnica» . Draghi oggi sarà a Bruxelles per essere ascoltato, e interrogato, dal Parlamento europeo come candidato designato alla presidenza della Bce al posto di Jean-Claude Trichet e in vista della nomina da parte del Consiglio europeo in programma per il 24 e 25 giugno. Draghi si trasferirà a Francoforte al vertice di Eurotower in novembre ma è difficile non vedere, anche se i tempi non sono strettissimi, nelle sue sollecitazioni all’indipendenza di Palazzo Koch l’esortazione a valorizzare le potenzialità interne alla Banca per la sua successione. A decidere sul nome del nuovo governatore saranno il presidente del consiglio, a cui spetta fare la proposta, e il capo dello Stato che invece deve firmare il decreto di nomina sentiti il Consiglio dei ministri ed il Consiglio superiore della Banca d’Italia. Organismo che nei giorni scorsi ha registrato una new entry con Carlo Castellano. C’è da dire che in questo momento, dopo i risultati del voto amministrativo e dei referendum, il governo e la politica hanno altro a cui pensare, ma finora la rosa dei possibili candidati non è cambiata: Fabrizio Saccomanni, attuale direttore generale Bankitalia per la successione interna e Vittorio Grilli, direttore generale del ministero del Tesoro, sostenuto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, per quella esterna. C’è poi da valutare la posizione di Lorenzo Bini Smaghi, componente del comitato esecutivo della Bce che potrebbe dover lasciare in anticipo il suo incarico per evitare, con l’arrivo del presidente Draghi, la presenza contemporanea di due italiani al vertice di Eurotower. Draghi ieri, al termine dell’incontro a cui ha fra gli altri partecipato Mario Sarcinelli, che con Baffi collaborò e visse anche la drammatica vicenda dell’incriminazione nel 1979 «nel quadro di un attacco intimidatorio all'autonomia della Banca d'Italia, seguita a due anni di distanza dal pieno proscioglimento» , comunque ha anche colto l’occasione per «ringraziare tutti» per le parole di stima e di affetto «che mi rincuorano pensando alle difficoltà che sta attraversando il disegno europeo» . Il governatore in mattinata, premiando i giovani che eccellono negli studi della matematica e dell’informatica, aveva rilevato come toccherà a loro «rispondere alla lunga crisi e cambiare le cose» , come «hanno fatto i loro nonni» . Come? «Con la voglia di fare, la conoscenza, la creatività, l’intelligenza innovativa e il sentire comune» .

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