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Draghi: patto stabilità inadeguato Serve un forte slancio di crescita

«È fuori discussione che le regole dovranno cambiare» perché «le attuali regole di bilancio erano inadeguate e sono ancora più inadeguate per un’economia in uscita da una pandemia». Non è la prima volta che Mario Draghi interviene sul futuro dell’Unione. Ma la perentorietà delle sue affermazioni, ieri, di fronte al Parlamento assume un peso diverso. Il confronto non è ancora cominciato ed entrerà nel vivo l’anno prossimo ma il presidente del Consiglio, in occasione del suo primo question time alla Camera, non ha alcuna intenzione di offrire una risposta “diplomatica” alla sollecitazione sulla posizione del Governo contenuta nell’interrogazione di Italia viva. Nel giorno in cui le stime sul Pil vedono l’Italia davanti alla Germania, Draghi ribadisce che «nei prossimi anni dovremo concentrarci soprattutto su un forte rilancio della crescita economica, che è anche il modo migliore per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici». La ripresa resta dunque la priorità. L’intero emiciclo applaude. Così come quando scandisce ad uno ad uno gli ultimi morti sul lavoro, a cominciare dalla giovane Luana D’Orazio impegnandosi «a fare di più» per fermare i decessi.

L’attenzione per tutto il question time resta alta. Dentro e fuori dall’Aula ci si chiede se il premier concederà qualche anticipazione sulle possibili riaperture dopo la frenata dei giorni scorsi.Draghi risponde rivendicando «l’approccio graduale» ma non chiude. Anzi, il miglioramento dei dati è incoraggiante.«Dobbiamo però essere attenti a bilanciare le ragioni dell’economia con quelle della salute», ha detto il presidente del Consiglio rispondendo alle domande di Forza Italia concentrate soprattutto sulla ripartenza del settore delle cerimonie. Il premier rinvia alla cabina di regia di lunedì. Sarà quella l’occasione per valutare gli ultimi dati. E non è da escludere che già a quel tavolo potranno essere valutati alcuni «allentamenti». Non solo per matrimoni e festeggiamenti. Lo stesso Franco Locatelli, presidente dell’Istituto superiore di Sanità ha detto ieri che ci sono «margini» per far slittare l’orario del coprifuoco, che poi sia alle 23 o alle 24 sarà il governo a deciderlo.

I numeri però vanno bene. «La vaccinazione sta già portando a un calo dei contagi tra i più anziani e a una riduzione della pressione sulle strutture ospedaliere», ha detto ancora Draghi rivendicando i risultati della campagna vaccinale anche con riferimento alla prossima stagione turistica: «L’obiettivo è riaprire al più presto al turismo nostro e a quello straniero». E sempre a proposito dei vaccini ha anche rilanciato la linea sulla temporanea liberalizzazione dei brevetti sposata lanciata dall’amministrazione Biden.

Il premier è poi intervenuto – su sollecitazione della Lega – anche sul tema sbarchi. «Il governo non lascerà nessun migrante solo nelle acque italiane», ha detto Draghi che ha confermato la linea fin qui sostenuta dall’esecutivo di puntare su accordi «bilaterali» con i Paesi da cui parte la maggioranza dei migranti e cioè Libia e Tunisia ma anche «il lancio di forme di partenariato europeo». Una risposta che non ha soddisfatto il Carroccio.

Così come insoddisfatto si è dichiarato anche Fratelli d’Italia che aveva chiesto al premier di mettere in discussione le nuove regole bancarie.«Il governo è conscio dei rischi legati a un’applicazione di regole bancarie troppo severe in un contesto di uscita dalla pandemia. Continueremo a vigilare per evitare questo pericolo e permettere alle banche di continuare a finanziare adeguatamente le imprese e i loro investimenti», ha risposto Draghi facendo anche riferimento alle disposizioni contenute nel prossimo decreto sostegni.

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