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Draghi ottimista sulla salute dei gruppi bancari

La prossima revisione dei bilanci delle banche dell’Eurozona che verrà condotta dalla Banca centrale europea «in linea di massima non dovrebbe rivelare gravi problemi», secondo il presidente della Bce, Mario Draghi.
In un’audizione al Parlamento francese alla vigilia del vertice europeo che dovrà affrontare anche le questioni dell’unione bancaria, sulla quale permangono molte divergenze, Draghi ha sostenuto che la «revisione della qualità dell’attivo» delle banche, che la Bce condurrà prima di assumere la responsabilità principale della vigilanza il prossimo anno, dovrà essere «credibile».
Le banche che saranno sottoposte all’esercizio, ha ricordato il presidente della Bce, rappresentano oltre l’80% del credito totale nell’Eurozona. La verifica sullo stato di salute delle banche verrà condotta probabilmente a partire dall’ultimo trimestre di quest’anno e farà una fotografia dei bilanci bancari. Sarà poi completata da uno stress test, condotto dalla Bce insieme alla European Banking Authority, che esamini le possibili conseguenze sulla stabilità delle banche di rischi inattesi.
Draghi ha insistito ancora una volta che l’unione bancaria deve affiancare alla vigilanza unica, un altro elemento «indispensabile, un forte meccanismo unico di risoluzione» per affrontare i casi degli istituti in difficoltà, eventualmente da liquidare. Su questo punto non c’è accordo fra i Governi. Il banchiere centrale ha invece omesso di menzionare quello che era stato considerato inizialmente il terzo pilastro dell’unione bancaria, uno schema comune di garanzia dei depositi, al quale la Germania si è opposta decisamente.
La situazione delle banche è strettamente legata a quella della scarsità di credito, soprattutto per le piccole e medie imprese. Il capo dell’Eurotower ha sostenuto però che «ci sono limiti a quello che la politica monetaria può fare». La banca centrale, ha detto, può assicurare liquidità alle banche e ridurre il rischio macroeconomico, ma non può far fronte alla scarsità di capitale e all’avversione al rischio delle banche quando si trovano di fronte al pericolo di mancato rimborso dei singoli clienti. Molto del peggioramento della qualità dell’attivo delle banche è dovuto a una recessione particolarmente lunga, ha affermato Draghi. In un discorso a Londra, l’altro consigliere della Bce, Joerg Asmussen, ha sottolineato il ruolo cruciale della Banca europea per gli investimenti nel tentativo di far ripartire il credito alle piccole e medie imprese.
La Bce vede la ripresa «graduale, ma fragile» dell’economia dell’Eurozona entro la fine di quest’anno, ha dichiarato Draghi, con forte incertezza e rischi al ribasso. Il banchiere centrale italiano ha ribadito quanto affermato ripetutamente da lui e ai suoi colleghi negli ultimi giorni, che la politica monetaria resterà espansiva «per il futuro prevedibile» e che l’uscita da questa posizione resta lontana. Draghi ha anche aggiunto che il consiglio della Bce ha «la mente aperta» riguardo a tutti i possibili strumenti da impiegare se la situazione dovesse peggiorare ed è «pronto ad agire se necessario».
Interrogato dai deputati francesi, ha rifiutato però confronti con le azioni intraprese dalla Federal Reserve americana e dalla Banca del Giappone.

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