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Draghi ottimista sulla crescita

«L’inflazione sottostante dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi, dato che la sempre minore capacità inutilizzata nel mercato del lavoro spingerà la crescita dei salari». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, durante la sua audizione di fronte al parlamento europeo. Il banchiere centrale ha spiegato come le proiezioni dello staff Bce prevedono che l’inflazione core raggiunga l’1,8% nel corso del 2020. L’ottimismo del presidente Bce sull’inflazione ha spinto in rialzo l’euro nei confronti del dollaro, con il cross che superato quota 1,18 per la prima volta da tre mesi.Draghi ha anche sottolineato come il mercato del lavoro mostri segnali di mancanza di lavoratori «in alcuni paesi e settori» e sottolineato come il profilo stabile dell’inflazione headline «nasconda una salita relativamente vigorosa nell’inflazione sottostante».

Sull’outlook economico, il presidente Bce ha sottolineato che «grazie ai miglioramenti nel mercato del lavoro e nelle condizioni generali, il reddito delle famiglie sta crescendo ai ritmi più elevati degli ultimi 10 anni». Il banchiere centrale ha ricordato come questi redditi sostengano i consumi privati, che dovrebbero salire dell’1,5% nel 2018. «Tutti questi fattori», ha proseguito Draghi, «insieme agli investimenti societari spinti dalle favorevoli condizioni finanziarie, utili aziendali in crescita e domanda solida, continuano a supportare la spesa».

Il presidente Bce ha indicato che i dati confermano la crescita diffusa nell’Eurozona, aggiungendo che la revisione al ribasso delle stime su 2019 e 2020 è dovuta ai rischi «sul commercio globale». Draghi ha anche rassicurato sui rischi di contagio finanziario in arrivo dai mercati emergenti che, «a livello aggregato non sembrano rilevanti per le prospettive di crescita dell’Eurozona. Possono esserci singole istituzioni esposte, ma quello che vediamo è che il contagio da parte dei paesi in crisi segue un percorso ben preciso», in particolare verso «le economie con i fondamentali più deboli, come un deficit delle partite correnti elevato o un’elevata inflazione».

Inoltre, Draghi ha richiamo nuovamente l’Italia alla prudenza sui conti. Infine, ha detto che serve una nuova classe di asset sicuri che ancora non c’è. Più in generale «nell’area euro ci sono banche che hanno ancora problemi ereditati dalla crisi. In alcuni paesi questi problemi sono sotto forma di crediti deteriorati, in altri sono asset level 2 e 3 le cui svalutazioni sono estremamente importante. L’Unione bancaria può progredire», ha concluso, «solo se questi problemi sono affrontati».

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