Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi: «Ora ricostruire la fiducia»

di Marika de Feo

BERLINO — Nell'eurozona «non c'è un salvatore esterno» per i governi di Paesi pesantemente indebitati, e quindi, secondo il neopresidente della Banca centrale europea Mario Draghi, il primo passo, nella risposta alla crisi e nel riordinamento del quadro fiscale europeo, deve passare innanzitutto attraverso un «risanamento risoluto» dei conti nei singoli Paesi. Anche da Berlino, dove l'ex governatore di Bankitalia ha tenuto ieri il primo discorso come numero uno della Bce, in onore degli ottant'anni dell'ex presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer, Draghi ha ribadito in modo molto chiaro che la Eurotower non è intenzionata a intervenire nell'acquisto di bond sovrani con un finanziamento monetario «proibito» dai Trattati europei. Gli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce sono provvedimenti straordinari da considerare «né eterni, né infiniti».
Ora dunque tocca ai governi assumersi le loro responsabilità. E Draghi ha difeso i risultati del vertice della Ue di una settimana fa, vedendo nel «fiscal compact», l'accordo sui bilanci, una vera «svolta», e il secondo passo nella risposta alla crisi, per rendere «robuste, in modo credibile» le finanze pubbliche dei singoli Paesi.
Un discorso che sembrava scaturire dal cuore del pubblico — studiosi, parlamentari e banchieri — ligio ai principi della stabilità della moneta e all'indipendenza della Bce. E nessuno del pubblico ha battuto ciglio quando Draghi ha sostenuto che nel corso del risanamento di un Paese «non c'è alternativa» a una «breve contrazione». Anche se questa potrà essere «mitigata» dalle riforme strutturali, che permetteranno di aumentare la crescita e l'occupazione.
Da Washington la direttrice dell'Fmi Christine Lagarde ha esortato i Paesi europei «all'azione», per contrastare le «prospettive non rosee» di una «escalation» della crisi. E il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, ha consigliato alle agenzie di rating, se mai, «di declassare la Gran Bretagna», prima di abbassare il rating della Francia, che tuttavia registrerà una breve recessione tra l'ultimo trimestre del 2011 e il primo del 2012.
Nel frattempo anche la Bce sta facendo la sua parte. Riducendo il costo del denaro all'1%, per spronare la crescita, mentre l'inflazione calerà sotto il 2% nel 2013. Inoltre Draghi ha spiegato la necessità di rifornire le banche con liquidità illimitata attraverso aste a tre anni e collaterali più estesi, «per sostenere il flusso del credito alle imprese e alle famiglie della zona euro» ed evitare i pericoli di una restrizione del credito, oltre alla necessità di rafforzare le banche stesse.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa