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Draghi, non si cambia

La ripresa nell’Eurozona è sempre più solida, ma la dinamica dell’inflazione resta debole e quindi è ancora presto per cambiare la politica monetaria accomodante della Bce: lo ha detto il presidente Mario Draghi in un’audizione al parlamento europeo. E questo a pochi giorni dal consiglio direttivo dell’istituto centrale, che si terrà il 7 e 8 giugno in trasferta a Tallinn, da cui sono attesi sviluppi di rilievo.

La ripresa e le prospettive economiche stanno migliorando e i rischi diminuiscono, ha detto Draghi, ma «restiamo saldamente convinti che continui a essere necessario uno straordinario ammontare di stimolo monetario» per favorire una normalizzazione dell’inflazione. Le pressioni interne sui costi, in particolare dai salari, restano insufficienti.

Il numero uno dell’Eurotower ha inoltre lanciato un messaggio sulla costruzione europea: «È giunto il momento di chiederci se la convergenza basata su regole comuni, piuttosto che su istituzioni comuni, sia ancora appropriata. La nostra unione è andata molto vicina a situazioni critiche ed è naturale porsi domande. Serve un percorso che ci porti più alla costruzione di istituzioni che allo stabilire regole. Dobbiamo iniziare a pensare senza aver paura di cambiare, in particolare senza aver paura di cambiare i trattati». Ciò significa anche ipotizzare un bilancio comunitario autonomo e un rafforzamento del ruolo della Commissione Ue.

Un altro tema affrontato è quello della stabilità, laddove Draghi è intervenuto in qualità di presidente dell’European Systemic Risk Board, il comitato per il rischio sistemico. Il sistema bancario ombra, costituito da fondi di investimento e altre istituzioni finanziarie escludendo banche, assicurazioni e fondi pensione, è cresciuto fino a raggiungere più di un terzo dell’intero settore finanziario in Europa: vale il 38% del totale e, ha osservato il presidente della Bce, «deve essere monitorato, data la sua potenziale capacità di agire come canale di contagio nelle fasi di tensione finanziaria». Il 60% dell’esposizione delle banche europee verso il sistema bancario ombra è verso entità esterne all’Unione, in particolare banche ombra americane.

Infine, il capitolo cyber sicurezza, con il pieno sostegno all’idea di effettuare stress test sulle difese nelle banche. Simulazioni simili vengono già svolte dalla Banca d’Inghilterra. «Ci muoveremo certamente», ha assicurato Draghi. «La cyber sicurezza merita la massima attenzione e c’è consapevolezza che ha la massima priorità».

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