Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi non molla l’economia “Ancora acquisti ma più lenti”

Nel micidiale anno elettorale europeo, nel 2017, la Bce «continuerà a garantire una presenza forte sui mercati». Mario Draghi si è presentato ieri ai media mondiali nella più attesa conferenza stampa da mesi con la notizia che tutti si aspettavano. L’acquisto di titoli pubblici e privati da 80 miliardi al mese continuerà fino a dicembre del prossimo anno, anche se ridotto di un quarto. E dopo innumerevoli attacchi più o meno espliciti, soprattutto di politici e commentatori tedeschi, il presidente della Bce ha anche respinto con forza l’accusa di aiutare i Paesi del Sudeuropa, in testa la sua patria d’origine: «Non è così, non siamo di parte. E lo abbiamo dimostrato». Se a quattro giorni dal referendum in Italia il consesso dei 25 banchieri centrali dell’euro ha deciso di continuare a comprare bond governativi — debito dei Paesi in difficoltà, nell’interpretazione dei falchi — non è per aiutare l’Italia, ma perché lo chiedono i numeri. L’inflazione è ancora troppo lontana dall’obiettivo programmatico del 2%. Nelle stime aggiornate ieri, raggiungerà l’1,7% tra tre anni, nel 2019. Peraltro, il presidente ha ricordato quanto sia infondata l’altra, grave accusa ricorrente della Germania, quella di una politica monetaria talmente accomodante, come si dice in gergo, da impigrire i Paesi: «Molte riforme sono state fatte con i tassi ai minimi».
La decisione di ieri è stata presa «ad amplissima maggioranza », secondo quanto riportato dal presidente della Bce. E, neanche a dirlo, con il voto contrario del governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, almeno stando a un’indiscrezione della
Faz. Ma forse anche un membro del comitato esecutivo, Yves Mersch, potrebbe essersi pronunciato a sfavore, dopo i dubbi espressi di recente in alcune uscite pubbliche.
Dunque, la Bce non smetterà di comprare titoli pubblici e privati a marzo. Gli acquisti continueranno, ridotti di un quarto, fino a dicembre dell’anno prossimo. E da 80 miliardi si passerà a 60 — un modo per venire incontro ai falchi che chiedevano comunque un segnale di allentamento. Ma guai a interpretare questo alleggerimento del cosiddetto “quantitative easing” come l’inizio della fine dell’emergenza.
Quello di ieri è semplicemente il segno che la Bce ritiene scongiurato, per ora, il pericolo deflazione, come ha ammesso Draghi. Anche se la notizia di un calo degli acquisti ha creato qualche tensione sul mercato dei bond sovrani. Il differenziale tra Btp e Bund tedesco ha chiuso in rialzo di circa 6 punti base a 161 punti, mentre i tassi dei decennali italiani sono saliti di circa 11 punti base, a quota 1,99. Francoforte resta «pronta ad estendere il programma » di nuovo o «ad aumentare la quota», se l’andamento dei prezzi al consumo dovesse mostrare segni di cedimento. Il QE resta, in sostanza, un’operazione “open-ended”, ha specificato Draghi, insomma senza una scadenza vera. E per prevenire il rischio che il mercato dei bond acquistabili si prosciughi, come paventato da molti analisti, i titoli acquistabili potranno avere scadenze da uno a 30 anni (ora il limite minimo era due anni) e avere rendimenti negativi che vadano anche oltre il — 0,4%.
In ogni caso, detto col linguaggio dei banchieri centrali, in particolare quelli americani, «il tapering non è sul tavolo e non è in vista », ha sottolineato e ripetuto più volte il numero uno dei guardiani dell’euro. Ed è stato lui stesso a spiegarne il significato: «Il tapering significa che gli acquisti vengono ridotti fino allo zero», come accade attualmente negli Stati Uniti, dove la Fed li sta diminuendo gradualmente da dicembre del 2013. Allora Ben Bernanke segnalò con quella mossa che l’orizzonte dell’economia si stava schiarendo. La Bce non ne è ancora convinta.

Tonia Mastrobuoni

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa