Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi non fa sconti alle banche

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha tentato ieri di rilanciare il progetto di unione bancaria, illustrando ai capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi dell’Unione l’analisi di bilancio che l’istituto monetario intende fare nei prossimi mesi. Ammettendo la possibilità che alcune banche possano fallire, il banchiere centrale ha messo sotto pressione i governi, ribadendo la necessità di prevedere paracaduti finanziari, preferibilmente europei piuttosto che nazionali.
Parlando a Bloomberg Television, Draghi ha spiegato l’importanza di mettere a punto il più velocemente possibile un meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie. Ha avvertito che non annacquerà l’analisi dei bilanci bancari (asset quality review), neppure in assenza di un accordo tra i governi sul futuro meccanismo. Su questo fronte, gli intoppi sono legali, istituzionali e politici, come è emerso anche dal negoziato in vista del vertice di ieri e oggi a Bruxelles.
La tabella di marcia per completare l’unione bancaria – che si basa principalmente su una vigilanza nelle mani della Bce – prevede un accordo entro fine anno tra Consiglio e Parlamento sulle regole da applicare nel caso di fallimento o di ristrutturazione creditizia; una intesa tra i governi sul meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie, anch’essa entro fine anno, e successivamente il benestare del Parlamento entro la fine della legislatura, in aprile.
In queste ore, i governi stanno negoziando le conclusioni del summit. Secondo l’ultima versione disponibile, i 28 sono d’accordo per considerare «urgente» la nascita del meccanismo di gestione delle crisi bancarie. «I Paesi membri – si legge nel documento – dovrebbero fare tutti gli accordi appropriati, compresi i paracaduti finanziari a livello nazionale». Nelle conclusioni, i capi di stato e di governo chiedono ai ministri delle Finanze una intesa «entro fine novembre».
L’idea di un fondo europeo continua a non trovare l’unanimità. Lo stesso vale per il principio della ricapitalizzazione diretta delle banche. Nei due casi, la Germania teme una mutualizzazione surretizia dei debiti. Il documento ribadisce comunque l’importanza di mettere a punto linee-guida sulla ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi da parte del Meccanismo europeo di stabilità (Esm). Questo principio è ritenuto essenziale per spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci pubblici.
L’esercizio cui è chiamata la Bce è delicatissimo. Vuole che l’analisi dei bilanci sia seria e credibile e vuole che i governi siano pronti a mettere il denaro necessario per evitare l’eventuale tracollo di una banca. Al tempo stesso è preoccupata dai rischi per la stabilità finanziaria e non vuole che le regole in questo campo creino nervosismo sui mercati. In questo senso, ha sottolineato l’importanza di evitare un contributo troppo impegnativo di alcuni tipi di investitori.
La presa di posizione giunge mentre in Europa si sta discutendo delle regole da applicare in occasione delle difficoltà finanziarie delle banche. Draghi teme che chiedere agli obbligazionisti di contribuire alla solidità di un istituto sulla scia di uno stress-test, vale a dire di una situazione ipotetica di crisi, sia pericoloso per il possibile impatto sui mercati. La Commissione è convinta invece che la richiesta sia lecita perché secondo le norme europee avverrebbe quando l’istituto di credito ha bisogno di denaro pubblico.
Le regole della Commissione sull’uso degli aiuti di Stato in campo bancario, aggiornate prima dell’estate, prevedono che se la ricapitalizzazione è necessaria per consentire alla banca di superare uno stress-test, prima di accettare il sostegno pubblico azionisti e obbligazionisti devono contribuire alla ripatrimonializzazione. Le obbligazioni junior verrebbero convertite in azioni alla pari. Bruxelles comunque valuterà le situazioni caso per caso, tenendo conto dei rischi di instabilità finanziaria, venendo incontro alla Bce.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa