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Draghi non cambia linea “Economia europea ferma Bce pronta a nuove misure”

“Super Mario” è passato al contrattacco, e sembra spiazzare i falchi rigoristi alla Bundesbank, in seno alla stessa Banca centrale europea e altrove. Dopo giorni di critiche alla sua politica di misure non convenzionali, dopo l’allarme per le voci di fronda contro di lui dei governatori nazionali al vertice dell’Eurotower, il presidente Bce ieri ha ammonito — dopo la riunione del board — che la situazione nell’eurozona sta peggiorando, e che «il Consiglio direttivo è unanime nel prendere in considerazione ulteriori misure non convenzionali» da adottare «solo se necessario», se si prolungherà il periodo di bassa inflazione. Non è finita: il bilancio Bce aumenterà di mille miliardi, «a quota 2012», per poter effettuare in corsa ogni intervento. I tassi restano al minimo storico, lo 0,05 per cento, le obiezioni tedesche anche su questo sono state ignorate. E poche ore dopo, Draghi incassava indirettamente un successo politico: a sorpresa, il potente ministro delle Finanze federale, Wolfgang Schaeuble, annunciava un piano d’investimenti pubblici di Berlino per almeno dieci miliardi nei prossimi tre anni concentrati soprattutto sulle infrastrutture, per sostenere crescita e lavoro «ma senza aumentare il debito tedesco». Un passo inatteso, che politicamente sembra rafforzare Draghi Poche riunioni del board Bce sono state attese come quella di ieri. Attacchi di Weidmann, riserve di altri membri del vertice come l’austriaco Ewald Nowotny contro il quantitative easing e contro passi verso l’acquisto di titoli sovrani, le diffuse voci sulla fronda dei governatori, avevano creato un clima pesante, che la cauta Sueddeutsche Zeitung descriveva come “La solitudine di Mario Draghi”. Ma il presidente appunto ha contrattaccato. La situazione nell’eurozona peggiora, egli ha in sostanza ammonito. «E’ in corso un indebolimento della dinamica di crescita che indica una revisione al ribasso della crescita del prodotto interno lordo reale fino al 2016».

Situazione allarmante, dunque, tanto che l’Ocse suggeriva apertamente alla Eurotower di procedere verso il quantitative easing, acquisto di titoli anche sovrani direttamente sul mercato, con cui la Fed ha risollevato gli Usa dalla recessione e che la Bank of Japan sta ampliando. Il consiglio Bce è unanime nella determinazione a usare in corsa ulteriori misure non convenzionali, la loro preparazione è già a uno stadio avanzato, ha aggiunto Draghi. E poi appunto ha confermato la decisione di aumentare di mille miliardi il bilancio dell’istituto, ignorando i no tedeschi.
«Non c’è una linea di demarcazione tra Nord e Sud dell’Europa nel Direttorio», egli ha poi incalzato minimizzando voci di fronde, scontri, attacchi alla sua leadership. Alla cena coi governatori l’altro ieri sera la discussione è stata franca, ma nel complesso «è andata meglio del previsto». Non si spegne la polemica a distanza tra Renzi e il presidente della Commissione Jean Claude Juncker: «Dicono che non sono un covo di burocrati? Ce lo dimostrino, liberino le risorse dal patto di stabilità, per gli investimenti, per il futuro ». Reazioni da Bruxelles dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e in particolare il commissario all’Economia Pierre Moscovici: «Usiamo tutta la flessibilità possibile, ma senza esagerare con la creatività»
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