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Draghi: nell’Eurozona ripresa robusta

Presentando a Strasburgo il rapporto annuale della Banca centrale europea, Mario Draghi ha dato ieri una opinione fiduciosa del quadro economico e finanziario della zona euro. È tornato però ad incitare i paesi membri a completare l’unione bancaria, dotandola di una garanzia unica dei depositi. Quanto alla politica monetaria, il presidente della Bce ha notato davanti al Parlamento europeo che l’inflazione è ancora lontana dagli obiettivi, nonostante una ripresa «superiore al potenziale».
In buona sostanza, il presidente Draghi ha parlato di una ripresa economica nella zona euro «ampia e robusta», tanto che riguarda ormai l’85% dei settori dell’economia, rispetto a una media storica del 74%. L’economista ha spiegato che il settore finanziario è oggi «più robusto» di prima. L’istituto monetario non vede «segnali di bolle sistemiche dovute al credito». Ciononostante, la Bce continuerà a monitorare il settore immobiliare in alcune regioni dell’unione monetaria.
Sul fronte creditizio, il settore bancario «continua ad affrontare sfide strutturali». Mario Draghi ha notato che stock esistenti di crediti deteriorati «devono essere ulteriormente ridotti», mentre «nuovi stock devono essere evitati». Per questo, ha aggiunto il banchiere centrale, servono «sforzi aggiuntivi di banche, supervisori, regolatori e legislatori per creare un ambiente in cui le sofferenze creditizie possano essere gestite e diminuite in modo efficiente».
In questo contesto, agli occhi della Bce è importante completare l’unione bancaria. In particolare, il presidente Draghi ha ricordato le discussioni in corso tra i ministri delle Finanze su un paracadute pubblico al Fondo europeo di risoluzione bancaria così come su una assicurazione in solido dei depositi bancari. In una recente riunione, i ministri delle Finanze hanno deciso di mettere a punto da qui a giugno una strategia a tappe per giungere a questi due obiettivi (si veda Il Sole/24 Ore del 24 gennaio).
Quanto alla politica monetaria, il tasso di riferimento, oggi allo zero, rimarrà stabile «per un esteso periodo di tempo». E ancora: «Sebbene la nostra fiducia che l’inflazione convergerà verso il nostro obiettivo (2%, ndr) si sia rafforzata, non possiamo ancora dichiarare vittoria su questo fronte». Il banchiere ha messo l’accento sull’euro: «Sono sorti nuovi venti contrari a causa della recente volatilità dei tassi di cambio, le cui implicazioni di medio termine per la stabilità dei prezzi richiedono uno stretto monitoraggio».
In questo senso, rispetto agli Stati Uniti, la zona euro sembra essere a uno stadio diverso del ciclo economico. Infine, rispondendo ai commenti dei deputati durante il dibattito sul rapporto annuale dell’istituto monetario, Mario Draghi ha voluto discutere anche di criptovalute. Ha insistito per notare che queste monete «non sono regolate» e sono investimenti «molto rischiosi». Ciò detto, ha osservato che per ora le banche europee «hanno un appetito limitato» per valute come il bitcoin.

Beda Romano

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