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Draghi lascia 1 mld a Tremonti

di Stefano Sansonetti

Fosse stato per il ministro dell'economia Giulio Tremonti, la Banca d'Italia avrebbe dovuto pagare allo stato anche una golden tax. Ovvero una tassa sulle plusvalenze delle riserve auree di palazzo Koch. Da quel progetto, naufragato per l'opposizione della Bce, è passato più di un anno.

Ma nel frattempo via Nazionale ha comunque versato all'erario un «gruzzolo» fiscale consistente. Si tratta di quasi 1 miliardo di euro, che nel solo 2010 la banca centrale ha pagato al Fisco nostrano. Per la precisione alle casse dello stato sono affluiti 774 milioni di euro in termini di Ires (imposta sul reddito delle società) e 151 milioni di Irap (imposta regionale sulle attività produttive).

I numeri vengono fuori dall'ultima relazione al parlamento e al governo sull'attività dell'istituto centrale. Nel documento c'è un paragrafo ad hoc, dedicato alla «funzione fiscale della banca d'Italia». Ebbene, la premessa è che palazzo Koch «è soggetto passivo d'imposta ai fini dell'imposizione diretta e indiretta, sia a livello erariale che a livello locale». Insomma, nessuno sconto, sembra dire quasi con qualche fastidio Bankitalia, soprattutto nel passaggio in cui la relazione aggiunge che «nell'ambito dei 27 paesi della Ue, oltre all'Italia, 5 stati (Austria, Belgio, Francia, Portogallo, Regno Unito) prevedono la soggettività passiva delle rispettive banche centrali ai fini dell'imposizione sui redditi societari». Come dire, su 27, soltanto 6 banche centrali pagano tasse ai rispettivi paesi.

In ogni caso, aggiunge nel dettaglio il documento, il contributo 2010 della banca guidata da Draghi, prossimo governatore della Bce, è stato di 925 milioni di euro. L'Ires ha avuto un peso di 774 milioni (erano stati 662 nel 2009), mentre l'Irap ha comportato un onere complessivo di 151 milioni (143 nel 2009). Un versamento, quindi, più ricco rispetto a quello che aveva contraddistinto l'anno precedente.

La relazione, tra l'altro, fa luce sull'attività di consulenza in materia fiscale svolta da palazzo Koch per l'amministrazione finanziaria. Si rammenta, a tal proposito, che l'istituto ha fornito una collaborazione tecnica al Dipartimento delle finanze sul progetto di riforma della tassazione immobiliare e su proposte in tema di Iva sui servizi finanziari. In più sono state prestate consulenze alla Corte dei conti, in materia di evasione ed elusione Iva, e alla Sose (la società di Tesoro e Bankitalia che sviluppa gli studi di settore) in riferimento alle procedure di stima econometrica.
 

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