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Draghi: la Ue non discrimini Alitalia

Alitalia «la si considera come una cosa di famiglia anche se un po’ costosa». Mario Draghi si concede una battuta mentre affronta il dramma della compagnia, che rischia di mettere gli aerei a terra a fine mese, e afferma che il Governo non accetterà «asimmetrie ingiustificate» nella trattativa con la Ue. Il tema caldo è la richiesta di dimezzamento degli slot a Linate, ma il premier è consapevole che la nuova compagnia pubblica, Ita, dovrà avere una «forte discontinuità» rispetto ad Alitalia. Si fa strada l’ipotesi dell’affitto del ramo d’azienda volo a Ita e lo spezzatino delle altre attività.

Su Alitalia «non possiamo accettare delle asimmetrie ingiustificate» e «se ci sono delle ragioni per trattare male Alitalia rispetto ad Air France, beh le vedremo perché non è arbitrario e non accetteremo quindi discriminazioni arbitrarie», ha detto Draghi rispondendo a una domanda. «Il punto centrale della trattativa – ha sottolineato – è creare la compagnia Ita che avrà necessariamente una forte discontinuità rispetto alla precedente Alitalia e che parta immediatamente, perché se perdiamo la stagione estiva non siamo messi bene e che parta e si regga sulle sue ali questa volta, senza sussidi». Draghi si è detto dispiaciuto per la perdita del nome e forse del logo.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, al Senato aveva spiegato che «nell’ambito delle trattative si stanno vagliando le più adeguate modalità realizzative della complessiva operazione e la possibilità di affittare uno o più rami di azienda di Alitalia rappresenta una delle possibili opzioni sul tavolo». Secondo Giorgetti «un elemento peculiare del caso italiano è la situazione di pregressa crisi in cui Alitalia si trova ormai da anni, che rappresenta un elemento di sostanziale divergenza rispetto alle operazioni assentite a livello europeo e di cui si discute nelle cronache in questi giorni». Nella trattativa, secondo Giorgetti, «non sono emersi elementi per poter ravvisare un atteggiamento discriminatorio nei confronti dello Stato italiano, come dimostra anche la posizione assunta in relazione al tema slot, che non appare dissimile da quella finora sostenuta nei confronti di altri operatori economici leader in ambito europeo, che risulta peraltro fortemente condizionata dal perimetro aziendale di cui si doterà la Newco e correlata al piano industriale presentato».

Paolo Beria, professore associato di economia dei trasporti al Politecnico di Milano, ha detto all’Adnkronos che la Ue «non riserva un trattamento di sfavore all’Alitalia rispetto alle altre compagnie. Alitalia era già morta anni fa: ha ricevuto prestiti ponte che non ha mai restituito e quindi non è in crisi per il Covid, ma è semplicemente in crisi».

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