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Draghi: la crescita diventi la priorità

BARCELLONA — «Dobbiamo rimettere la crescita al centro della agenda europea, senza che questo sia in alcuna contraddizione con la necessità di perseguire il risanamento fiscale». E poi: «Un consolidamento di bilancio ideale è più nella riduzione della spesa pubblica che nell’aumento delle tasse». Sono i messaggi principali lanciati dal presidente della Bce, Mario Draghi, al termine della riunione del direttivo in una Barcellona quasi sotto assedio con migliaia di manifestanti in piazza. Dopo aver lodato i «progressi considerevoli» di Italia e Spagna, Draghi ha esortato i governi della Ue a proseguire nell’attuazione di «riforme strutturali decisive», per dare «la sensazione che c’è uno sforzo comune» e per «definire tutti insieme il cammino di come dovrà essere la zona dell’euro fra dieci anni».
Ora tocca ai governi «agevolare l’attività delle imprese», per «aumentare le prospettive di crescita nel lungo termine» e recuperare «competitività e migliorare la produttività». Le riforme sul mercato del lavoro devono essere «all’insegna della flessibilità, della mobilità e dell’equità», per liberare energie nel settore privato. Mentre l’Europa dovrebbe «reincanalare» i fondi europei destinati alle aree a basso reddito. E ieri sera il premier Mario Monti ha dichiarato che «gli investimenti pubblici sono fondamentali per la crescita».
L’accento della Bce sulla ripresa che continua a stabilizzarsi a un «livello basso», ancora esposta a «rischi al ribasso» per le rinnovate tensioni sui mercati, in un clima di «incertezza». Il direttivo Bce non ha «ancora» modificato le previsioni di una «graduale ripresa dell’economia nella seconda metà del 2012» ma, in attesa di nuovi dati a giugno, le parole di Draghi hanno deluso i mercati (borse deboli, con Milano in calo dello 0,67% e spread a 389) quando ha spiegato: «Non abbiamo parlato di tagli dei tassi». Mentre gli operatori attendevano segnali di ulteriori provvedimenti straordinari o accenni a un ribasso del costo del denaro che resta fermo all’1%. Mercati delusi, ma Bce compatta: ieri poco prima del consiglio Draghi era a colloquio con il capo della Bundesbank Jens Weidmann, sulla terrazza dell’Arts. Rassicurare la Buba e insistere sulla crescita è possibile mentre l’inflazione dovrebbe ridiscendere sotto il 2% a inizio 2013 e i rischi rimangono «bilanciati». La politica monetaria resta «accomodante», e la liquidità «abbondante». Ma come di consueto il numero uno della Bce avverte di «non impegnarsi mai in anticipo» e lascia la porta aperta in caso di peggioramenti della situazione.

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