Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi: interventi mirati per il credito

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha fatto un altro passo ieri verso la conferma che la Bce passerà all’azione alla prossima riunione di consiglio del 5 giugno e che al centro del suo intervento, insieme al taglio dei tassi d’interesse, ci saranno misure con le quali l’Eurotower farà da «ponte» per il rilancio del credito. Al primo forum della Bce sul central banking a Sintra, in Portogallo, Draghi ha lanciato l’allarme sul rischio di una spirale deflazionistica nell’Eurozona fra un’inflazione troppo bassa (oggi allo 0,7%), alimentata fra l’altro dall’euro forte, la caduta delle aspettative sull’inflazione e il credito insufficiente. «Non siamo rassegnati a consentire che l’inflazione resti troppo bassa troppo a lungo», ha affermato l’ex governatore della Banca d’Italia.
C’è il rischio che le aspettative di deflazione mettano radici, ha detto, inducendo imprese e famiglie a rinviare i priopri acquisti e creando «un classico ciclo deflazionistico». Il riferimento alla necessità di evitare che l’azione della banca centrale arrivi troppo tardi conferma che, come Draghi aveva di fatto anticipato alla conferenza stampa dopo il consiglio di inizio maggio, la Bce è pronta a muoversi la prossima settimana, quando arriveranno anche le previsioni, ritoccate al ribasso, dello staff.
L’80% del calo dell’inflazione dalla fine del 2011 a oggi, ha detto il banchiere centrale italiano a una platea di suoi colleghi e di economisti di spicco, è spiegato dal declino dei prezzi del petrolio e degli alimentari. L’euro forte, un fattore cui la Bce ha cominciato a prestare crescente attenzione negli ultimi tempi, ha contribuito a questa tendenza. A questo si aggiungono gli aggiustamenti dei prezzi in corso nei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, alla ricerca di un recupero di competitività, mentre nei Paesi “forti” l’inflazione non cresce a sufficienza per riportare la media vicina al 2%.
Ma, con la ripresa che, seppure molto lentamente, si sta avviando, la mancanza di credito a fronte di una crescente domanda di prestiti può bloccare il rilancio delle economie sotto stress. Ricorda Draghi che a soffrire sono soprattutto le piccole e medie imprese dei Paesi della periferia, anche se si tratta di imprese sane. Un quarto di quelle spagnole e un terzo di quelle portoghesi non riescono a ottenere credito, ha osservato. «La debolezza del credito contribuisce alla debolezza dell’economia», ha sostenuto il presidente della Bce. Nei Paesi in difficoltà l’insufficienza di credito contribuisce a un terzo circa dell’attività economica perduta.
Le risposte della Bce potranno essere allora misure «mirate» per alleviare le limitazioni al credito, ha dichiarato Draghi. Queste dovranno sommarsi agli effetti benefici dell’esame delle banche che la Bce sta conducendo prima di assumerne la vigilanza e al rilancio del mercato dei titoli cartolarizzati (Abs), che possono però richiedere un po’ di tempo prima di realizzarsi. La Bce può fare allora da “ponte”, ha spiegato Draghi, con operazioni di rifinanziamento al sistema bancario (come le iniezioni di liquidità a lungo termine, Ltro, realizzate nel 2011-2012, ma possibilmente condizionate alla concessione di prestiti all’economia reale) o con l’acquisto di Abs. Queste misure, ha concluso Draghi, possono ridurre il freno alla ripresa proveniente dall’insufficiente offerta di credito.
Il presidente della Bce ha citato anche la possibilità di tagli dei tassi d’interesse, per fronteggiare la forza del cambio o rialzi ingiustificati dei tassi di mercato, e ha mantenuto sul tavolo l’opzione estrema di acquisti di titoli (quantitative easing), se le aspettative d’inflazione dovessero peggiorare nettamente. Si tratta però di un’ipotesi di minore attualità, anche per i dubbi di una parte consistente del consiglio, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di acquistare titoli pubblici.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa