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Draghi incalza le banche «Una stretta se necessario»

di Marika de Feo

FRANCOFORTE — «È essenziale che le regole di supervisione delle banche nell'Unione europea possano essere calibrate temporaneamente in modo più severo dalle autorità nazionali e dalle autorità europee, per fronteggiare minacce future al sistema finanziario e al flusso del credito alle economie». È l'esortazione principale indirizzata ieri da Mario Draghi ai presidenti dell'Ecofin, della Commissione e del Parlamento europeo, attualmente impegnati nell'elaborazione della quarta direttiva europea, intesa a definire un quadro regolamentare di vigilanza per l'adeguatezza patrimoniale del settore bancario.
Il presidente della Banca centrale europea è intervenuto ieri con una lettera ai vertici della Ue in qualità di presidente dell'Autorità europea per le crisi sistemiche (Esrb). L'istituto con sede a Francoforte presso la Bce, è stato creato con il compito di monitorare i rischi sistemici e suggerire le vie per attenuarle. E ora l'Esrb sembra preoccupata che nella definizione della direttiva europea alcuni principi non siano pienamente colti dal legislatore.
Alle autorità europee, secondo l'indicazione offerta da Draghi, dovrebbe essere possibile, nel quadro del «single rule book», il manuale unico delle regole attualmente in via di definizione nella Ue per recepire le regole di Basilea III, applicare uno schema che permetta di «rafforzare la calibratura dei requisiti prudenziali di capitale (senza modificare le definizioni)» in modo temporaneo, al fine di «prevenire e limitare rischi specifici» nel sistema bancario di uno o più paesi.
Simili proposte sono sostenute del resto anche dal Financial Stability Board per il G20. Nel realizzare queste riforme, secondo Draghi, occorre tener ben presente «le diversità esistenti all'interno della Ue», «commisurate con la portata e l'evoluzione delle future minacce sia a livello Ue che di Stati membri».
L'Esrb ha identificato alcuni principi fondamentali necessari per l'attuazione del quadro legislativo: è necessaria «flessibilità» nella definizione degli strumenti per prevenire e attenuare rischi specifici e «discrezionalità» per richiedere alle autorità competenti ulteriori informazioni. E stringere, appunto temporaneamente una serie di vincoli: livelli di capitale aggregati, requisiti di liquidità, limiti alle grandi esposizioni, all'effetto-leva, e così via. Inoltre le autorità devono avere la possibilità di «agire tempestivamente, con efficacia» e in modo «preventivo», prima del maturare di squilibri significativi. Anche per questo, Draghi invoca un «coordinamento efficace», basato su uno scambio di informazioni ex-ante e rivendica la competenza dell'Esrb in quanto supervisore europeo. E sta lavorando a procedure e raccomandazioni per rendere effettivo il coordinamento.
 

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