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Draghi: il Patto non va annacquato

Il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha colto l’occasione ieri della sua prima audizione dopo il recente rinnovo del Parlamento di Strasburgo per avvertire i deputati che «annacquare» le regole di bilancio sarebbe dannoso per la credibilità della zona euro. Il banchiere centrale ne ha approfittato per spiegare che le voci di stampa, le quali lo darebbero candidato alla presidenza della Repubblica in Italia, giungono «forse da persone interessate» e sono «infondate».
«Dobbiamo – ha detto Draghi – fare molta attenzione a non mettere a repentaglio» le recenti riforme che hanno rafforzato il Patto o «ad annacquare la sua applicazione a tal punto che il quadro non sarebbe più credibile». Sottolineando che le attuali regole di bilancio contengono già sufficiente flessibilità, il banchiere centrale ha spiegato che la stessa flessibilità deve essere associata a un «profondo processo di riforme il cui impatto di bilancio deve poter essere quantificato».
In questo senso, secondo il banchiere centrale, è sbagliato considerare la flessibilità nell’applicazione del Patto come l’unico modo per rilanciare la crescita economica. La presa di posizione è giunta mentre l’establishment europeo discute animatamente se applicare il Patto di Stabilità e di Crescita in modo più flessibile. Tenuto conto che «regole sono regole», la flessibilità nell’applicazione del Patto, ha aggiunto Draghi, deve essere «ben definita» e «applicata con precauzione».
Il presidente della Bce ha ancora precisato: «Non mi è chiara, ma forse perché non sono un uomo politico, la chimica di flessibilità che garantisca alle regole l’essenziale credibilità». A molti, la presa di posizione è sembrata una critica alle richieste del premier italiano Matteo Renzi che da settimane chiede maggiore spazio di manovra sul fronte dei conti pubblici. Sul versante economico, Draghi ha ribadito che intende tenere i tassi agli attuali livelli «per un periodo esteso», anche per via dei «rischi di un cambio forte».
A questo proposito, il banchiere è stato interpellato da Bernd Lucke, il deputato del partito euroscettico Alternative für Deutschland che gli ha chiesto ragguagli sulla presenza di tassi d’interesse troppo bassi in Germania. «La correlazione tra i tassi della Bce e i tassi importanti per i consumatori è assai più forte di quanto non lo fosse in precedenza». Ha detto che la Bce «sta guardando molto seriamente» alle conseguenze di tassi bassi, ma che il suo compito è di mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro.
Ripetendo quanto detto di recente in un discorso a Londra, Draghi ha spiegato ai deputati della Commissione affari economici del Parlamento che bisogna approfittare «dell’opportunità di un nuovo parlamento e di una nuova commissione per riflettere sull’architettura della zona euro. In particolare credo vi sia spazio per un governo comune delle riforme strutturali». In questo contesto, la disoccupazione troppo alta «può diventare una minaccia esistenziale» per la zona euro.
Infine, il deputato liberale francese Sylvie Goulard ha chiesto a Draghi spiegazioni sugli ultimi articoli di stampa che lo danno candidato alla presidenza della Repubblica in Italia. Draghi ha garantito la sua intenzione di «rimanere alla Bce». Ha parlato di voci «infondate», provenienti «forse da persone interessate». Negli ultimi giorni, dubbi sul futuro del presidente dell’istituto monetario hanno contribuito al nervosismo dei mercati finanziari, già tesi a causa delle difficoltà di alcune banche.

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