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Draghi, gli esami alle banche Ue «La credibilità va dimostrata»

FRANCOFORTE — La Banca centrale europea guidata da Mario Draghi ha diramato ieri a Francoforte i criteri «molto rigorosi» di valutazione approfondita delle 128 grandi banche europee, fra cui 15 italiane, che partiranno in novembre e dureranno un anno intero. È «un passo importante per l’Europa e per il futuro di Eurolandia». L’obiettivo, ha spiegato Draghi, è portare «trasparenza» sull’effettiva qualità dei bilanci bancari, attuare eventuali correzioni sui punti deboli (il capitale) e «rafforzare la fiducia» degli investitori «nella solidità delle banche europee». E senza sconti per nessuno, visto che lo stesso Draghi ha sottolineato: «Se una banca dovrà essere bocciata lo sarà, non si discute».E questo prima che la vigilanza europea (Ssm) diventi operativa sotto il tetto della Bce, nel novembre 2014. I timori di ingenti ricapitalizzazioni delle banche hanno trainato al ribasso le Borse: Milano, maglia nera d’Europa, ha perso il 2,38%, gli altri listini hanno perso fra lo 0,81% (Parigi) e lo 0,3% (Francoforte e Londra). Tutti i titoli bancari sono rimasti sotto pressione con perdite consistenti che hanno toccato in chiusura il massimo del 6,5% per il Montepaschi, mentre anche i big come Intesa e Unicredit hanno lasciato sul campo rispettivamente il 2,6 e il 3,3 per cento.
A Francoforte lo schema di lavoro è stato illustrato dal direttore generale della Bce Ignazio Angeloni. Da Roma, il governatore Ignazio Visco ha assicurato che «non saranno penalizzate» le banche italiane e che «è giusto» il benchmark di capitale, l’8% complessivo, richiesto. Le verifiche scatteranno su Carige, Mps, Credito Valtellinese, Popolare dell’Emilia Romagna, Popolare di Milano, Popolare di Sondrio, Popolare di Vicenza, Banco Popolare, Credito Emiliano, Iccrea Holding, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UniCredit, Ubi e Veneto Banca. Anche il ministro del Tesoro, Fabrizio Saccomanni, ha sostenuto che «l’Italia non ha nulla da temere», e che «il sistema bancario italiano si è dimostrato tra i più solidi di tutte le economie avanzate».
La verifica Bce è stata paragonata dai banchieri a un passaggio «sotto i raggi x» e sarà organizzato in tre fasi. A una prima analisi dei rischi – liquidità, leva finanziaria e finanziamento – seguirà una valutazione dei bilanci, dei prestiti, dei titoli di Stato, di quelli corporate e ad alto rischio. Molto rilevante sarà il controllo dei valori dei titoli a bilancio: riguarderà la corretta valutazione a prezzi di mercato (il cosiddetto mark to market), che avverrà nella terza fase degli stress test (a metà 2014), che sarà eseguita per analizzare quello che succede ai bilanci se sottoposti a choc particolari. Dopodiché seguirà una valutazione complessiva di ogni banca.
Da qui la necessità, ribadita anche ieri da Draghi, di avere «backstop», garanzie pubbliche di finanziamento per coprire eventuali necessità di ricapitalizzazione.

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