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Draghi, esordio col lockdown

Un nuovo lockdown. Lo chiedono virologi di diversa tendenza come Giorgio Palù, Andrea Crisanti e Walter Ricciardi (quest’ultimo in qualità di consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza). Lo chiede l’Istituto superiore di sanità nello studio sulla variante Covid del Regno Unito: «Rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione». Lo chiede il Comitato tecnico scientifico: «in analogia con le strategie adottate negli altri Paesi europei». L’Ecdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, conferma: per le varianti il rischio di un’ulteriore diffusione del Covid nell’Ue «è attualmente valutato come alto-molto alto». Per esempio la percentuale di incidenza della variante inglese in Campania «è attestata al 25%». No solo. I Paesi dovrebbero accelerare le campagne di vaccinazione poiché le varianti hanno «maggiore trasmissibilità» e «i vaccini con licenza esistenti» potrebbero essere «solo parzialmente efficaci». Il presidente del consiglio Mario Draghi, che mercoledì riceverà la fiducia di mercoledì e giovedì, sarà costretto ad assumere decisioni sulle nuove restrizioni subito al suo esordio. Una decisione non facile in una maggioranza composita.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella bufera ci è già finito per una decisione assunta senza preavviso agli interessati. Lo stop agli impianti sciistici almeno fino al 5 marzo, paragonabile soltanto ad un’eventuale stop di tutti gli stabilimenti balneari in estate, giunto a poche ore dalla riapertura dopo il terzo stop and go subìto dagli operatori che ogni volta hanno dovuto investire in misure di sicurezza, ha rappresentato una decisione che ha mandato su tutte le furie le imprese e Regioni interessate.

Alcuni si sono ribellati. Nella Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (Vco), in alta Ossola, per esempio, i gestori della stazione sciistica hanno deciso di aprire comunque gli impianti: «Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l’apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire». «Non posso e non voglio vedere questa ordinanza come primo atto del governo Draghi», ha dichiarato sconsolato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Dello stesso parere i governatori del Veneto, Luca Zaia, della Lombardia, Attilio Fontana, della Liguria, Giovanni Toti, dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini («metodo inaccettabile. Spero sia l’ultima volta»), tutti chiedono di «allargare la cabina di regia Covid alle istanze dell’economia». I ministri della Lega allo Sviluppo economico e al Turismo, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia, hanno chiesto indennizzare subito la montagna: «Non ristori, indennizzi», ha scandito Garavaglia. Per Coldiretti lo stop «avrà effetti non solo sulle piste da sci, ma sull’intera economia che ruota intorno al turismo invernale che ha un valore stimato prima del Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro l’anno».

Il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, finito sotto gli attacchi, in particolare del leader della Lega, Matteo Salvini («sono gli strascichi del modello Conte-Casalino», «occorre cambiare i tecnici cui dare ascolto»), ha messo sul tavolo le proprie dimissioni: «Queste sono considerazioni che lascio alla politica. Se posso essere utile al Paese con i miei consigli, lo faccio a livello internazionale e lo faccio anche in Italia. Altrimenti, mi faccio da parte», ha affermato. Anche il Comitato tecnico scientifico, alla base della scelta di Speranza, ha replicato: «Noi corretti, è la politica a decidere».

Al 31 dicembre 2020 il debito delle Amministrazioni pubbliche è di 2.569,3 miliardi, ossia 159,4 miliardi in più rispetto al 2019. L’ha ricordato la Banca d’Italia.

Il commissario Ue, Thierry Breton, alla guida della Task force europea per il rafforzamento della capacità produttiva dei vaccini, fissa come obiettivo di «vaccinare entro fine estate» tutti i cittadini europei che lo vorranno. «Mi assumo l’impegno di fare il massimo per raggiungere questo obiettivo», ha assicurato.

Ieri, il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha debuttato all’Eurogruppo. Al centro del dibattito la situazione economica in crisi per la pandemia. Sono sicuro che con il nuovo governo» italiano «lavoreremo insieme soprattutto per le riforme che riguardano la burocrazia nella p.a., i tempi della giustizia civile, le regole della concorrenza: tutti i colli di bottiglia che negli ultimi anni hanno rallentato la crescita italiana», ha dichiarato il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni.

«Abbiamo avuto un’offerta per 12 e una per 15 milioni di dosi di vaccino. Sono proposte sul mercato europeo. Abbiamo chiesto le offerte per iscritto». L’ha dichiarato il presidente del Veneto, Luca Zaia. «Nel frattempo abbiamo scritto all’Aifa», ha aggiunto, «ci ha risposto dopo 10 giorni dicendo di parlare con il commissario Domenico Arcuri, e lo faremo».

«Chi entra in Sardegna dovrà presentare un certificato di negatività o di avvenuta vaccinazione, il sistema dei controlli partirà ben prima dell’inizio della stagione estiva». L’ha dichiarato il governatore della Sardegna, Christian Solinas.

L’Austria ha chiesto il tampone rapido agli autotrasportatori prima di passare la frontiera. Una decisione che ha generato 40 chilometri di coda al Brennero con 10 gradi sotto zero. Traffico in tilt anche a passo Resia e al valico di San Candido-Prato alla Drava. Il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, ha chiesto al ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini un intervento straordinario del governo: «Il blocco unilaterale rischia di avere ripercussioni notevoli in termini economici e ambientali». La Commissione europea chiede ai 27 di seguire le linee guida concordate sulle restrizioni ai viaggi e sui controlli alle frontiere per contenere il Covid e ricorda la necessità di un approccio comune e di un coordinamento.

«Quello con Pd e Leu è un progetto che non ho declamato a caso ma che abbiamo iniziato anche a realizzare: ha già prodotto dei risultati, altri sono in corso di completamento, altri vanno ancora elaborati e realizzati: quella è una prospettiva a cui credo molto». L’ha dichiarato Giuseppe Conte. «Continuerò a dare il mio contributo nelle modalità che decideremo insieme.

Silvio Berlusconi ha messo mano, tra le polemiche, all’organizzazione interna di FI dopo le nomine di tre ministri del partito: Antonio Tajani è coordinatore nazionale, Anna Maria Bernini è sua vice e Licia Ronzulli responsabile per i rapporti con gli alleati del centrodestra. Roberto Occhiuto, in attesa della candidatura a governatore di Regione Calabria, si occuperà del gruppo parlamentare alla Camera. Stefania Prestigiacomo ha annunciato che lascerà la politica. Tre deputati, Osvaldo Napoli, Daniela Ruffino e Guido Della Frera hanno lasciato il gruppo alla Camera diretti verso Cambiamo! di Giovanni Toti. La formazione politica fondata e guidata dal presidente della Liguria potrà così costituire il proprio gruppo parlamentare a Montecitorio.

L’Antitrust ha avviato un procedimento contro la promozione e la vendita delle mascherine U-Mask perché «verrebbe enfatizzata l’efficacia di questi dispositivi con modalità ingannevoli e aggressive, sfruttando indebitamente la situazione di emergenza sanitaria in corso per indurre il consumatore a comprare a prezzi elevati il prodotto reclamizzato». Le società interessate sono la U-Earth Biotech Ltd e Pure Air Zone Italy S.r.l.

Il ministro degli Esteri del Perù, Elizabeth Astete, si è dimessa dopo aver ammesso di essersi fatta vaccinare contro il Covid prima del personale sanitario. Nella lettera di dimissioni la ministra riconosce spiega di aver rinunciato alla seconda dose del vaccino. Anche il ministro della Salute, Pilar Mazzetti, si è dimessa per aver nascosto che a ottobre l’ex presidente Martin Vizcarra si fece dare il vaccino Sinopharm ancora in fase di sperimentale.

Il gup del Tribunale di Bologna ha rinviato a giudizio l’ex Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, accusato di essere uno degli autori della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in concorso con i Nar condannati e con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, deceduti e ritenuti mandanti, finanziatori o organizzatori. A processo anche l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, amministratore di condominio di immobili in via Gradoli a Roma per false informazioni. Il processo comincerà il 16 aprile.

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