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Draghi: “Economia ancora debole ma ripresa alla fine del 2013” Spread sotto quota 260, asta Bot ok

Sembra che ci sia un «contagio positivo», svela Mario Draghi, presidente della Bce. Ma «è presto per cantar vittoria». E difatti: l’economia resta in recessione; è attesa «una graduale ripresa » a fine anno e solo se i governi continueranno il risanamento «in modo equilibrato», con «la giusta combinazione tra tagli alla spesa e tasse» Perciò, per il momento e con il consenso unanime dell’intero board, il costo del denaro resta fermo al minimo storico (0,75%) per il sesto mese di fila e, soprattutto, l’Eurotower non pensa a nessuna «exit strategy» dalle misure straordinarie contro la crisi prese nei mesi scorsi.
Proprio quest’ultimo accenno piace ai mercati, li rassicura. Così la Borsa di Milano guadagna lo 0,72% e il sempre temutissimo spread scende di ben 20 punti in un solo giorno, fin sotto quota 260, il minimo da luglio 2011. I rendimenti dei decennali finiscono al 4,16%, come non si vedeva dall’autunno del 2010. Va benone anche l’asta dei Bot: 8,5 miliardi collocati ad un tasso praticamente dimezzato, appena 0,864% il minimo da gennaio 2010; domanda doppia rispetto all’offerta. L’economia reale però langue: miglioramenti qui ancora non si vedono. Crollano i prestiti alle imprese. Secondo la Banca d’Italia -3,4% a novembre, il dato peggiore dal 2009. In calo anche i prestiti alle famiglie (-0,3).
Draghi continua a vedere «rischi al ribasso» per l’economia. Riconosce che «sull’attività economica continuano a pesare le persistenti incertezze e le correzioni di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari». Dal suo osservatorio tuttavia mentre nota una certa «stabilizzazione» degli indicatori congiunturali, sebbene su livelli bassi, e un «miglioramento » nella fiducia dei mercati; mentre segnala appunto quel «contagio positivo» che da fa contraltare alla contaminazione negativa del recente passato, avverte: la strada verso la piena uscita dalla crisi resta lunga e complessa. Perciò, «non possiamo compiacerci» e dunque «non possiamo rilassarci». Altri cinque anni di vacche magre come pronostica il Cancelliere tedesco Angela Merkel, allora? «Non posso fare previsioni nel lungo termine », è la risposta secca.
Di sicuro, nell’attuale, incerto contesto il rischio principale è che «i governi Ue non agiscano». E’ «cruciale» che continuino a risanare i conti eliminando i deficit e gli squilibri strutturali «in modo bilanciato». Troppa austerity, si sa, rischia di fare più male che bene. Ci vuole intelligenza, anche nel rigore.
Draghi presenta i nuovi biglietti da 5 euro. Plaude alla supervisione unica bancaria affidata alla Bce, indispensabile per rafforzare il sistema e procedere all’integrazione Ue. Dice che per contrastare il dramma della disoccupazione i paesi devono «riguadagnare la propria competitività». Assicura che le condizioni del credito quest’anno «miglioreranno ». Al momento però non si allenta la «stretta» per famiglie e imprese in Italia mentre i tassi per i mutui restano fra i più alti nella Ue. Il governo cerca di correre ai ripari. La prossima settimana si dovrebbe svolgere al ministero dello Sviluppo una riunione con i rappresentanti del mondo bancario proprio per “sbloccare” la situazione delle famiglie. «Il problemaccio », spiega il ministro Corrado Passera in un twitter «è la raccolta bancaria a medio termine. Tante le cause». Quindi «lavoriamo a soluzioni per mutui alle famiglie». Alla frenata dei prestiti si accompagna un forte recupero della raccolta.

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