Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Draghi e Ue meno ottimisti “Frena il Pil Italia, su il deficit”

BRUXELLES.
L’economia europea continuerà anche quest’anno a crescere ad un ritmo moderato (1,7% nella zona euro e 1,9% nella Ue a 28), la dicoccupazione diminuirà (9,0%) e i conti pubblici miglioreranno, sia pure di poco. A sostenere la crescita sono soprattutto i consumi interni, stimolati dal basso prezzo del petrolio, dalla politica espansiva della Bce (che Mario Draghi ieri ha detto di voler continuare) e da un euro relativamente debole. Ma crescono i fattori di rischio interni ed esterni. I pericoli vengono da un ulteriore rallentamento dell’economia cinese e degli altri Paesi emergenti, da un inasprimento della politica monetaria americana, dall’instabilità politica attorno ai nostri confini (Siria, Libia, Ucraina), dalla crisi migratoria e soprattutto da possibili intralci alla libera circolazione in caso di prolungata sospensione di Schengen. E’ questo il tenore delle previsioni economiche d’inverno, pubblicate ieri dalla Commissione europea. Per quanto riguarda l’Italia le cifre fornite lasciano in sospeso il giudizio finale sulla legge di bilancio 2016 che, come ha confermato ieri il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, sarà dato soltanto a maggio. La crescita italiana si è attestata allo 0,8% nel 2015 e salirà all’1,4% quest’anno, comunque al di sotto della media europea. Il deficit nel 2016 sarà pari al 2,5%, e solo nel 2017 scenderà all’1,5% per effetto del previsto doppio aumento dell’Iva (che però il governo spera di evitare). Il dato più preoccupante è il peggioramento del deficit strutturale, che sale dall’1% del 2015 all’1,7% di quest’anno mentre, secondo le regole del patto di stabilità rafforzato, dovrebbe ridursi di almeno mezzo punto all’anno fino a raggiungere il pareggio di bilancio. Il debito registrerà per la prima volta quest’anno un lievissimo calo, scendendo dal 132,8% del Pil al 132,4% e solo nel 2017 dovrebbe scendere in modo più marcato al 130,6. Resta comunque il debito pubblico più elevato di tutta la Ue, fatta eccezione per la Grecia.
Il giudizio sulla finanziaria 2016, sospeso perché è stata considerata «a rischio di deficit eccessivo», verrà dato solo a maggio, dopo che l’Italia avrà presentato i dati consuntivi del 2015 e il programma di stabilità che dovrebbe coprire i quattro anni successivi. In quell’occasione Bruxelles potrà verificare quali misure intenda mettere in atto il governo per raggiungere il pareggio di bilancio strutturale entro il 2018, come promesso. Sempre a maggio la Commissione si pronuncerà su una possibile apertura di procedura per eccesso di debito.
In questo quadro reso poco rassicurante dalla crescita dei rischi potenziali denunciata da Bruxelles e da un inatteso balzo dell’euro sul dollaro (a 1,12, ai massimi da tre mesi) che pesa sull’export europeo, si è inserito ieri l’allarme lanciato da Mario Draghi riguardo alle difficoltà di riportare l’inflazione ai livelli considerati ottimali. Il presidente della Bce ha denunciato la convergenza di fattori esterni che ostacolano una normale ripresa dell’inflazione. «Ci sono forze nell’economia globale oggi che, tutte assieme, stanno mantenendo bassa l’inflazione », ha spiegato Draghi, che ha lasciato trasparire la possibilità di un ulteriore rafforzamento delle misure per stimolare l’aumento dei prezzi verso livelli fisiologici: «Faremo di tutto perché ciò non avvenga. Agire troppo presto è meglio che agire troppo tardi».
Le parole del presidente della Bce si riferivano alle polemiche tedesche rispetto agli effetti distorsivi della politica espansiva decisa dall’istituto di Francoforte. «Cerchiamo sempre di limitare le distorsioni causate dalle nostre politiche, ma la priorità è garantire l’obiettivo di stabilità dei prezzi», ha detto Draghi. Sulla stessa linea anche il bollettino della Bce, secondo cui alla prossima riunione di marzo «sarà necessario riesaminare ed eventualmente riconsiderare » l’adeguatezza delle misure espansive adottate. Ad ogni modo, annuncia l’Istituto, i tassi resteranno a livelli bassi «per un periodo prolungato di tempo».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Anche Mediobanca si allinea al trend generale del credito e presenta risultati di tutto rilievo, bat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Gruppo Arvedi rivendica, oltre al completo risanamento di uno dei siti più inquinati d’Italia ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il premier Mario Draghi ha un’idea verde per la siderurgia italiana, che fa leva sui miliardi del ...

Oggi sulla stampa