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Draghi: “Bankitalia corretta su Mps”

«Sul caso Mps la Banca d’Italia ha agito bene e tempestivamente, nell’ambito del suo mandato. Ha fatto tutto quel che doveva e fornito i documenti alla magistratura». Conferenza stampa diversa dal solito dopo il consiglio della Banca centrale europea, ieri per Mario Draghi. Ostentando calma e sicurezza, celando ogni possibile nervosismo, il presidente della Bce (che all’epoca degli illeciti era governatore a Palazzo Koch) ha risposto alle domande sul Monte dei Paschi di Siena. «Abbiamo fornito tutti i documenti alla magistratura, e io stesso ho firmato le due ispezioni, ma la Banca d’Italia non ha poteri di polizia giudiziaria». Ed è importante «non dare ascolto alle tante voci che circolano, adesso che in Italia è in corso la campagna elettorale serve fare una tara».
Né la difesa dell’euro, né le prospettive della congiuntura nell’eurozona (con speranze di miglioramento verso la fine dell’anno) sono stati il piatto forte alla conferenza stampa di ieri alla Eurotower. Il caso Montepaschi ha dominato la scena, e Draghi ha risposto contrattaccando su tutta la linea. La Banca d’Italia, ha ribadito, «ha agito bene, ha fatto tutto quello che doveva fare, ha preso tutte le misure adeguate all’interno del suo mandato. Se c’è qualcuno che ne dubita», ha aggiunto, «che vada a leggersi il rapporto relativo al caso stilato dal Fondo monetario internazionale. In quel documento l’Fmi ha dichiarato chiaramente che Via Nazionale ha preso allora le misure adeguate, all’interno del suo mandato ». E ancora: «Io stesso ho firmato due ispezioni sul Monte dei Paschi» – ha scandito – «e le ho trasmesse alla magistratura, ma se c’è una frode non è l’istituto d’emissione ad avere poteri di polizia».
Le turbolenze gravi della campagna elettorale italiana irrompono dunque in scena alla Eurotower di Francoforte, per la prima volta da quando la Bce esiste. E sullo sfondo del crescente allarme di governi e operatori dell’eurozona per un possibile successo di Silvio Berlusconi. «È importante che non si dia ascolto alle tante voci amplificate dalla campagna, ha insistito Draghi, «andrebbero liquidate come il classico “rumore” prodotto da una sfida elettorale». Per poi sottolineare l’opinione netta dell’intero Consiglio direttivo della Banca centrale europea, cioè la necessità che i limiti dei poteri dell’autorità di vigilanza bancaria vengano rimossi. «É importante – ha scandito Draghi che le banche centrali abbiano maggiori poteri d’intervento, tra i quali anche il potere di rimuovere i vertici delle banche, se ciò si rende necessario».
Draghi ha poi indicato un obiettivo per il prossimo futuro, per tutta l’eurozona: «La creazione di una vigilanza unica europea comporta sostanziali cambiamenti nella legislazione a livello nazionale». Come appunto il potere di giudicare e se necessario rimuovere i top manager. Quando a Mps, «spetterà ora alla banca senese portare avanti un programma di ristrutturazione, tornare in salute e in grado di produrre utili».
Sulla situazione generale, il presidente della Banca centrale europea ha ribadito che l’istituto monitorerà attentamente gli sviluppi, e dando indirettamente appoggio a Berlino contro Parigi ha fatto capire che una politica di interventi sui cambi della moneta unica non è nei compiti della Eurotower. Ricordando infine che la debolezza dei trend inflazionistici consentono di mantenere una politica accomodante dei tassi, e che si può sperare in una ripresa per fine anno.

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