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Draghi avverte: i big del credito ora si rafforzino

di Stefano Montefiori

PARIGI — Alla fine della riunione a Parigi, dedicata alla vulnerabilità del sistema finanziario e alle tensioni dei mercati per il debito sovrano, il presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi, ha annunciato alcune misure— non immediate— per affrontare l’instabilità. Il «Fsb» , l’organismo internazionale che vigila sulle regole finanziarie, chiede che le grandi banche di rilevanza globale rispettino requisiti di solidità patrimoniale più stringenti di quelli appena innalzati con la riforma globale del settore. I coefficienti di patrimonializzazione delle grandi banche globali — le Sifi (Systemically important financial institutions) — dovranno essere più importanti in modo da poter assorbire maggiori perdite. Viene ripresa così la proposta, già avanzata in giugno dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, che consiste in un capital surcharge, una richiesta di capitalizzazione addizionale per gli istituti di credito too big to fail, quelli cioè così grandi che i governi non possono lasciarli fallire senza rischiare un danno durevole al sistema finanziario mondiale. Come ad esempio Hsbc, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Deutsche Bank. Senza nominare alcun istituto, Draghi (da novembre alla guida della Banca centrale europea) ha parlato di un aumento del capitale che non potrà comprendere titoli ibridi come i Co-Co Bonds ma dovrà essere di qualità, composto solo di common equity, e che sarà quantificato «tra 1 e 2,5%, a seconda della rilevanza sistemica dell’istituto» . La misura sarà effettiva dal 2016, e dovrà essere messa in atto nel giro di tre anni. I piani per il capital surcharge saranno resi pubblici nei prossimi giorni per sottoporli a eventuali revisioni e emendamenti prima dell’adozione definitiva prevista al prossimo vertice del G20, a novembre a Cannes. I delegati di Banca centrale europea, Commissione e Fondo monetario internazionale si sono trovati d’accordo sul fatto che «i rischi sui titoli di Stato e sui sistemi finanziari sono strettamente intrecciati» . «I governi rilevanti devono consolidare le posizioni di bilancio e aumentare la competitività» , si legge nel comunicato finale. Richiami anche al sistema finanziario: le imprese sono chiamate dal Fsb a «continuare ad aggiustare i loro bilanci e a ricostituire le capacità di resistenza agli choc» . L’aumento dei controlli e delle regole sui grandi del sistema bancario rischia però di spostare attività verso i settori meno regolamentati, quelli del cosiddetto sistema bancario ombra (che comprende gli hedge fund), «su cui è necessario aumentare il monitoraggio» , ha detto Draghi. A tale scopo, «i membri hanno accettato di condurre un esercizio di condivisione dei dati nei prossimi mesi— precisa il comunicato del Fsb —, che potrebbe gettare le basi per una raccolta di dati e una valutazione dei trend e rischi globali dal 2012» . Apprezzamento poi per gli stress test, che «consentono più trasparenza sull’esposizione al rischio» . Ieri a Milano anche il ministro Giulio Tremonti è tornato a occuparsi degli istituti, nell’incontro mensile in cui ha visto Corrado Passera di Intesa Sanpaolo, Federico Ghizzoni di Unicredit, Giuseppe Mussari di Mps (che presiede l’Abi), il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona.

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