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Draghi alle banche “Non vi chiederemo aumenti di capitale”. Borse su, Milano +3,2%

BRUXELLES
Mario Draghi conferma che la Bce «non esiterà ad agire» per fermare le tendenze deflattive ed «è pronta a fare la sua parte» già alla prossima riunione di marzo. Inoltra manda una serie di messaggi rassicuranti sul fronte molto inquieto delle banche, confermando che non sono in vista nuove richieste di aumenti di capitale, che il sistema bancario è più solido che in passato e che la questione della compensazione del rischio rappresentato dalla presenza di titoli di stato nei portafogli degli istituti di credito deve essere affrontata «con molta ponderazione e molto gradualismo » e comunque nel contesto globale delle regole di Basilea. Tanto basta per far ripartire le borse europee, stimolate anche dal forte rialzo di quelle asiatiche. Milano segna un + 3,2 per cento, Francoforte + 2,6, Parigi + 3,0, Londra + 2,0. In mattinata, Tokyo aveva registrato addirittura un + 7 per cento. In Italia il rialzo è guidato dai titoli bancari, che beneficiano delle rassicurazioni del presidente Bce Draghi ha spiegato che da tempo ormai è assodato come i titoli di stato posseduti dalle banche non possano essere considerati completamente esenti da rischi, e del resto «già negli stress test se ne tiene conto ». La questione di quale debba essere la compensazione non può però essere, secondo la Bce, decisa autonomamente a livello europeo, come chiedono con insistenza i tedeschi. «Questo è un problema di carattereglobale. Non possiamo essere solo noi in Europa a prendere questa inziativa. Dobbiamo vedere che cosa succede nelle altre giurisdizioni: Regno Unito, Giappone, Stati Uniti. E il Comitato di Basilea sta riflettendo su questo». Il sistema bancario italiano, che è fortemente esposto verso i titoli di Stato, ha certamente tirato un sospiro di sollievo, rafforzato da un’altra dichiarazione di Draghi, secondo cui «i governatori delle banche centrali e i capi della supervisione hanno detto che sono impegnati a non aumentare in modo significativo i requisiti di capitale per il settore bancario». Del resto, secondo il presidente della Bce, le banche « hanno messo in piedi cuscinetti di capitale più elevati e di migliore qualità, hanno ridotto il leverage e migliorato i profili di finanziamento. A situazione invariata, i requisiti di capitale non saranno ulteriormente aumentati». E ora « il grosso delle banche quotate, sebbene risultino scarsamente esposte ai mercati emergenti e ai produttori di materie prime, attualmente fluttua su livelli inferiori al rispettivi patrimoni». Meno favorevoli alle necessità italiane altri due messaggi del presidente Bce quando specifica che «Non mi risultano contatti con il governo italiano per comprare crediti in sofferenza delle banche italiane».Circostanza confermata dal governo. Quello che la Bce sta valutando è se « nel particolare formato Abs possano essere accettate come collateral ». Inoltre sul Bail in l’Eurotower ribadisce: «Le regole sono appena entrate in vigore, già pensare a una revisione mi sembra difficile». Draghi ha difeso l’operato della Banca centrale, spiegando che « circa metà della ripresa degli ultimi due anni può essere attribuita alle scelte della Bce: anzi, negli ultimi 4 anni la nostra è stata l’unica politica di stimolo». Ma è tornato a ricordare come diventi «sempre più chiaro che le politiche di bilancio debbano sostenere la ripresa attraverso investimenti pubblici e tassazione bassa». Un invito che però non deve essere interpretato come una esortazione a rilassare la disciplina di bilancio: «I Paesi che hanno margini di bilancio dovrebbero utilizzarli e quelli che non li hanno non dovrebbero farlo», ha concluso Draghi.
Sul tema delle tasse ieri è intervenuto anche Matteo Renzi,« Rispetto al passato si è cambiato marcia: ora le tasse vanno giù, prima andavano su».
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