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Draghi: acquisti di bond legittimi

Alla vigilia di un’importante riunione del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, il presidente dell’istituto monetario Mario Draghi ha utilizzato un’audizione davanti al Parlamento europeo per ricordare i limiti ma anche i doveri della Bce nel tentare di calmare i mercati finanziari. I banchieri centrali dovrebbero illustrare pubblicamente dopodomani a Francoforte lo schema che adotterebbero per eventuali acquisti di titoli obbligazionari sul mercato secondario.
L’audizione si è tenuta a porte chiuse. Riferendone alla stampa il contenuto, i deputati presenti hanno messo l’accento su tre aspetti: gli acquisti di obbligazioni, che secondo Draghi non equivarrebbero a finanziamento monetario se i titoli hanno una maturità fino a tre anni; la situazione della liquidità nella zona euro così frammentata da non poter permettere alla Bce di garantire la stabilità dei prezzi; e la perdurante fragilità della congiuntura.
Secondo alcuni deputati Draghi avrebbe affermato che la Bce ha «la responsabilità» di intervenire sui mercati pur di ridare stabilità finanziaria alla zona euro. Secondo una registrazione rivelata ieri dall’agenzia di stampa Agi, Draghi ha fatto una differenza tra acquisti di titoli a breve termine e acquisti di titoli a lungo termine: «Se compriamo sul mercato a breve termine, dove le obbligazioni hanno scadenze di uno, due o anche tre anni, l’effetto di finanziamento monetario è quasi nullo».
Durante l’audizione, il parlamentare tedesco Markus Ferber avrebbe criticato il ragionamento di Draghi: «Io non sono un giurista – avrebbe risposto il banchiere, secondo il deputato francese Jean-Paul Gauzès – ma ci sono interpretazioni dei trattati secondo le quali gli acquisti sono conformi» alle regole. Sarebbe sorprendente se Draghi avesse scelto un’audizione davanti al Parlamento europeo per dare indicazioni concrete sulla strategia di interventi sul mercato che la Bce sta mettendo a punto in questi giorni.
In questo senso, il ragionamento di Draghi ieri pomeriggio a Bruxelles era probabilmente più teorico che pratico. Ciò detto, il banchiere centrale ha spiegato ai deputati europei che un intervento straordinario dell’istituto monetario sui mercati finanziari, attraverso acquisti di titoli di Stato, è necessario non solo per garantire la stabilità finanziaria dell’unione monetaria, ma anche per far sì che l’istituto possa ridurre le gravi differenze che si sono create tra i Paesi della zona euro sul fronte della liquidità e quindi perseguire con efficacia la stabilità dei prezzi nella zona euro.
Su un altro versante, Draghi ieri è venuto incontro in compenso all’establishment tedesco, ribadendo che secondo i servizi giuridici della Bce affidare una licenza bancaria al fondo di stabilità europeo Esm equivarrebbe a finanziamento monetario degli Stati. Sempre secondo il resoconto di un assistente parlamentare, il banchiere centrale ha tratteggiato un quadro cauto della situazione economica nella zona euro.
Alcuni economisti non escludono che giovedì il Consiglio direttivo della Bce possa ridurre ulteriormente il costo del denaro, oggi allo 0,75%, mentre alla difficilissima situazione finanziaria si aggiunge un’economia sempre molto debole. Gli analisi della Royal Bank of Scotland si aspettano una revisione al ribasso delle proiezioni di crescita per il 2012-2013. A qualche giorno dalla riunione della Bce, Draghi non ha dato alcuna indicazione concreta di politica monetaria.

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