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Draghi accelera sugli acquisti di Abs

Un’accelerazione sugli acquisti di titoli cartolarizzati (Abs) sarà con ogni probabilità il prossimo passo della strategia della Banca centrale europea per contrastare il crollo dell’inflazione e della crescita nell’Eurozona. I mercati finanziari si attendono che il presidente della Bce, Mario Draghi, faccia chiarezza su questo punto domani alla conferenza stampa dopo la riunione di consiglio a Francoforte e che le operazioni partano anche prima che siano sciolti tutti i nodi di carattere regolamentare.
Delle quattro mosse annunciate nel giugno scorso, il taglio dei tassi d’interesse e la fine della sterilizzazione dei titoli acquistati negli anni scorsi in base al programma Smp (una misura per aumentare la liquidità) sono entrati in vigore subito. I finanziamenti alle banche mirati alla concessione di credito all’economia reale (Tltro) partiranno il 18 settembre, verranno replicati a dicembre e in altre sei operazioni successive. Ma è sugli acquisti di Abs, come ha detto di recente lo stesso Draghi, che all’Eurotower nelle ultime settimane è stato intensificato il lavoro. Nei giorni scorsi la Bce ha nominato il colosso americano BlackRock consulente per definire il piano.
Si tratta di un mercato da 1.400 miliardi di euro che potrebbe costituire il primo passo di un quantitative easing all’europea, data la riluttanza a procedere con l’acquisto di titoli del debito pubblico per il timore di incorrere in barriere legali e in una termpesta politica in Germania. Le emissioni di titoli cartolarizzati sono crollate dopo la crisi finanziaria globale del 2008 di cui questi titoli sono stati ritenuti una delle cause. In Europa, l’emissione è scesa da 818 miliardi di euro nel 2008 a 181 nel 2013, secondo cifre dell’associazione di istituzioni che operano sui mercati finanziari Afme.
La Bce intende ora rivitalizzare questo mercato, che consente alle banche di “impacchettare” prestiti, come quelli alle piccole e medie imprese, e i mutui immobiliari, e di cederli a investitori, in questo modo liberando capitale per la concessione di nuovo credito. Il solo annuncio della presenza della Bce sul mercato come compratore è destinato a rilanciare le emissioni. «L’intervento diretto della Bce può rendere gli Abs uno dei meccanismi per sbloccare il credito nell’area euro», hanno scritto Carlo Altomonte e Patrizia Bussoli in un articolo per il think-tank Bruegel. Un calcolo dei due economisti stima che il mercato potrebbe arrivare a 3mila miliardi di euro, di cui 1.400 miliardi basati su prestiti alle imprese, di cui 300 su prestiti alle Pmi.
Draghi ha però precisato che la Bce intende comprare solo titoli «semplici, trasparenti e reali» per evitare di ripetere i disastri degli anni scorsi: niente «salsicce piene di derivati». Gli ostacoli principali sono di natura regolamentare, che vanno dalla definizione di cartolarizzazioni semplici e meno rischiose ai requisiti patrimioniali per queste operazioni, che al momento sono un forte disincentivo per le banche. Sul primo punto, le prime proposte sono state avanzate dall’Eioa, l’organismo europeo di controllo sulle assicurazioni e i fondi pensione (che sono potenzialmente fra i principali investitori in Abs). Sul secondo, è ormai riconosciuto che i requisiti di capitale, ispirati dalla crisi degli anni scorsi, sono ora troppo severi, soprattutto per le operazioni europee, che hanno un tasso di default molto più basso di quelle americane. Molti di questi ostacoli sono stati già individuati dalla Bce e dalla Banca d’Inghilterra in un lavoro congiunto avviato nell’aprile scorso. Ora le due banche centrali sono in prima fila nello sforzo di modificare le regole sia in Europa, dove è al lavoro la Commissione, sia nel Comitato di Basilea, sia nel G-20, che affronterà la questione al vertice di novembre in Australia. Ma i mercati si aspettano che la Bce si muova ben prima e che Draghi spieghi come intende farlo.

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