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Dpi, countdown per i rimborsi

Scatta oggi, 11 maggio, (dalle ore 9) e fino al 18 maggio, la possibilità di presentare domanda di rimborso fino al 100% per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (i cosiddetti Dpi) in risposta all’emergenza Covid-19. Il bando, lanciato da Invitalia, distribuisce i 50 milioni di euro che l’Inail ha girato all’istituto gestore in virtù di quanto previsto dall’articolo 43 comma 1 del cosiddetto decreto Liquidità. La corsa ai fondi, pur se teoricamente aperta fino al 18 maggio 2020, si giocherà probabilmente sul filo dei secondi, considerato che il bando, aperto a tutte le imprese sul territorio nazionale per una richiesta minima di 500 euro e massima di 150 mila euro, è potenzialmente di interesse della quasi totalità delle imprese attive che hanno acquistato i primi dispositivi di protezione individuale. Il bando si svolge in tre fasi, ma questa prima fase di prenotazione è fondamentale poiché le imprese che non rientreranno nella disponibilità di fondi, oltre ad una quota di riserva, non potranno proseguire con le fasi successive.

Escluse solo le imprese inattive o in liquidazione. Le imprese sono tutte potenzialmente interessate al rimborso, poiché non rilevano la dimensione d’impresa, la forma giuridica, il settore economico di appartenenza e il regime contabile adottato. Le imprese devono però risultare regolarmente costituite e iscritte come «attive» nel Registro delle imprese, devono avere la sede principale o secondaria sul territorio nazionale e devono essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non trovarsi in stato di liquidazione volontaria e non devono essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

I Dpi devono rispettare i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Le imprese possono chiedere il rimborso sulle spese sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. Quella che rileva è la data di emissione delle fatture oggetto di richiesta di rimborso. Tuttavia, sempre entro la data di invio della domanda di rimborso, le fatture soggette a rimborso dovranno risultare anche pagate attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura. I costi ammissibili sono quelli per l’acquisto di dispositivi per la protezione individuale, riportati nello specchietto, le cui caratteristiche tecniche rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Le spese devono risultare non inferiori a 500 euro. Le spese non potranno essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo, come ad esempio il credito d’imposta per sanificazione e acquisto Dpi, introdotto dal dl Cura Italia, di cui è ancora atteso il decreto ministeriale che lo renda accessibile. Tra i costi ammissibili non potranno essere inseriti gli importi relativi a imposte e tasse, ivi compresa l’Iva. In caso di fatture di acconto, le stesse saranno ammissibili solo a condizione che l’impresa presenti, nella domanda di rimborso, anche la fattura riguardante il saldo della fornitura.

Rileva il numero dipendenti a cui si acquistano i Dpi. Il rimborso, a fondo perduto, viene concesso nella misura del 100% delle spese ammissibili. È fissato un limite massimo di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa cui sono destinati i Dpi e, comunque, fino a un importo massimo per impresa di 150 mila euro. L’impresa dovrà dichiarare, nella domanda di rimborso, il numero degli addetti a cui è riferibile l’acquisto di Dpi, per verifica del limite predetto.

La prenotazione del rimborso premia i click più veloci. L’accesso al rimborso avviene in tre fasi. La prima, in partenza oggi, è quella in cui, attraverso una sfida di velocità, le imprese potranno prenotare in fondi nell’ambito dei 50 milioni di euro messi a disposizione. Il bando prevede che le imprese interessate possono inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18, attraverso uno sportello informatico dedicato. Tuttavia, considerata la potenziale platea interessata, la portata dell’incentivo e i fondi a disposizione, è probabile che i giochi, fatto salvo un futuro rifinanziamento, siano fatti in pochi secondi dall’apertura dello sportello. Le imprese che non abbiano possibilità di inviare la prenotazione all’apertura possono comunque valutare l’opportunità di occupare la posizione, pur arretrata, nell’elenco delle imprese con la prospettiva, in futuro, di vedersi comunque riconosciuto il rimborso in caso di nuovi fondi che si dovessero rendere disponibili. La fase di prenotazione del rimborso è molto semplice, poiché prevede l’inserimento, all’interno di una maschera telematica predefinita, del codice fiscale dell’impresa richiedente, del codice fiscale del legale rappresentante e dell’importo chiesto a rimborso. Lo sportello informatico assegnerà alle prenotazioni pervenute l’orario di arrivo registrato dai sistemi informatici predisposti dall’Agenzia. Al termine della procedura di prenotazione, l’impresa visualizzerà un messaggio che attesta il predetto orario di arrivo della prenotazione, nonché il relativo codice identificativo.

Attenzione alla correttezza dei dati. La prenotazione risulta regolarmente inoltrata solo qualora il codice fiscale dell’impresa e il codice fiscale del legale rappresentante/titolare della medesima siano correttamente indicati nell’ambito della procedura. Nel caso in cui i predetti dati non siano formalmente corretti o nel caso in cui differiscano dalle informazioni desumibili dal Registro imprese, la prenotazione del rimborso risulta irricevibile e la stessa si considera decaduta. Ciascuna impresa potrà presentare una sola prenotazione di rimborso; in caso di presentazione di più prenotazioni, è considerata, ai fini della formazione dell’elenco, la prima prenotazione regolarmente trasmessa.

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