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Downgrade Francia scontato dai mercati

La decisione di Moody’s, che lunedì sera ha declassato la Francia togliendole il giudizio di massima affidabilità creditizia (la tripla A), non è stata un fulmine a ciel sereno. L’altra big del rating, Standard & Poor’s, lo aveva già fatto all’inizio dell’anno e la stessa Moody’s aveva messo sotto osservazione il debito di Parigi già a febbraio.
Benché scontata comunque, la notizia è stata il pretesto per un’ondata di vendite su titoli francesi i cui rendimenti ieri sono saliti su tutte le scadenze, ad eccezione di quelle brevissime (6 e 9 mesi). I tassi sull’Oat decennale sono così passati dal 2,076 al 2,146% mettendo a segno il maggior rialzo delle ultime sei settimane. Meno marcato il movimento del differenziale con i Bund tedeschi, passato da 72 a 73 punti. Questo perché anche i titoli tedeschi sono stati fortemente venduti dato che, con il downgrade di Parigi, il peso della tenuta dell’euro si è spostato ulteriormente su Berlino. Il tasso sul Bund decennale ieri è passato dall’1,356 all’1,415 per cento.
Difficile comunque dire se la reazione dei mercati di ieri sia destinata a durare. A giudicare da come le quotazioni dei titoli francesi si sono mosse in seguito al downgrade di inizio anno di Standard & Poor’s, si direbbe di no. Dallo scorso 13 gennaio, giorno in cui Parigi ha perso la tripla A di S&P, il debito francese ha guadagnato mediamente il 9,4% contro il 4,1% medio dei titoli di Stato a livello globale, stando agli indici BofA Merril Lynch.
C’è da dire peraltro che i tassi sui titoli francesi continuano a rimanere su livelli storicamente bassissimi. Addirittura negativi sulle scadenze brevissime (da 3 a 9 mesi). Un eccesso secondo Andrew Bosomworth, managing director di Pimco secondo cui, se si guardano i fondamentali, «la situazione della Francia è più simile a quella dei Paesi del Sud Europa che alla Germania». Anche per questo il maxi fondo americano ha deciso di vendere Bund e Oat e rimpiazzandoli con Bonos e BTp che offrono rendimenti più interessanti e sono «garantiti dalla copertura della Bce». In questa direzione peraltro si sono mossi ieri i mercati che, da un lato hanno venduto titoli francesi e tedeschi, dall’altro hanno comprato titoli dei Paesi periferici. Movimenti favoriti dal generale ottimismo sullo sblocco degli aiuti alla Grecia (vedi articolo in pagina).
Ieri lo spread Bund-BTp è sceso così di oltre 10 punti attestandosi a quota 343 a fine seduta. Più marcato è stato il movimento sulla Spagna, con il differenziale di rendimento passato da 454 a 437 punti in una giornata che ha visto il Tesoro di Madrid collocare con successo 4,93 miliardi di titoli a 12 e 18 mesi.

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