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Dottori, integrativo al 4%

di Simona D'Alessio e Ignazio Marino 

Fine dell'attesa e dell'ansia: il contributo integrativo (sul fatturato) che i dottori commercialisti applicheranno sulle proprie parcelle sarà del 4%. I ministeri vigilanti del lavoro e dell'economia, a distanza di quasi 8 mesi dalla presentazione dell'apposita delibera del 24 maggio, hanno comunicato ieri sera alla Cassa di previdenza di categoria l'ok alla conferma sine die dell'aliquota già in vigore nei precedenti anni ma in maniera non definitiva.

La misura è operativa dal primo gennaio 2012. A giovare del via libera saranno tanto l'ente, che rischiava di perdere qualcosa come 130 milioni di euro se l'integrativo ritornava al 2%, quanto i professionisti iscritti, che in prospettiva dovrebbero poter sfruttare quota parte di questo prelievo ai fini pensionistici.

Il cantiere resta aperto. L'ok al contributo integrativo al 4%, tuttavia, non chiude il cerchio della mini riforma proposta a maggio dalla cassa. I ministeri vigilanti hanno dato il via libera, infatti, ad una modifica del regolamento in modo da non creare confusione negli studi dei commercialisti (con un eventuale ritorno all'aliquota al 2%). E questa è una parte della riforma. L'altra, quella che incide sulla contribuzione soggettiva e che prevede la modifica dello statuto, per entrare in vigore necessita di un decreto interministeriale di convalida il cui iter di approvazione, fa sapere una nota dell'ente, «è stato già di fatto concluso con il precedente governo ma è stato inevitabilmente riavviato con il cambio della compagine ministeriale». Anche in questo caso, quindi, a parere della Cassa l'aumento dell'aliquota soggettiva (sui redditi degli iscritti) dal 10 al 12% in tre anni dovrebbe decorrere dal primo gennaio 2012. L'effetto combinato delle due misure garantirebbe alla Cassa la possibilità di riconoscere sui montanti pensionistici degli iscritti importi percentualmente superiori alla contribuzione effettivamente versata (per esempio, a fronte del versamento di soggettivo con l'aliquota del 12%, verrà riconosciuto sul montante individuale l'equivalente del 15%).

Il commento. «Sono soddisfatto della celerità con la quale i ministeri, che devo ringraziare, hanno dato riscontro alla pressante richiesta del consiglio di amministrazione di dare immediata efficacia alla norma nelle more della firma del decreto interministeriale. Un cambio di aliquota in corso d'anno avrebbe, infatti, comportato notevoli difficoltà operative ai colleghi», ha dichiarato a caldo il presidente della Cnpadc Walter Anedda. «È sicuramente motivo di orgoglio per il consiglio che presiedo rilevare che l'obiettivo di una aliquota al 4% sine die, perseguito sin dal 2004, sia oggi raggiunto grazie alla delibera assunta dalla assemblea dei delegati che ha fortemente creduto nel binomio adeguatezza/sostenibilità nel rispetto della equità intergenerazionale con particolare attenzione alla tutela dei più giovani».

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