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Dote rafforzata per l’Ice

Il potenziamento dei fondi per l’internazionalizzazione e l’estensione del progetto «zone a burocrazia zero» sono le ultime novità in vista del decreto crescita. Il lavoro al ministero dello Sviluppo economico è alle battute finali e le norme sono ormai pronte. Su alcune, che richiedono copertura, si attende ormai solo il via libera del ministero dell’Economia.
È il caso del rafforzamento del budget annuale che l’Agenzia Ice per il commercio estero può impiegare per le operazioni di promozione. Sul piatto c’è un incremento di 25 milioni annui. La misura, se arriverà il placet dell’Economia, consentirebbe di avvicinare almeno in parte l’Italia agli standard dei principali Paesi Ue con i quali c’è competizione diretta sui mercati esteri. Con poco meno di 30 milioni, l’Ice ha in pancia circa un quarto della dote di Francia e Germania che, in controtendenza con le scelte italiane, negli anni hanno progressivamente aumentato la capacità di spesa per iniziative promozionali. L’incremento del budget era già stato proposto dallo Sviluppo economico in fase di elaborazione del secondo decreto crescita del governo Monti, ma fu fermato all’ultimo metro.
Marcia verso il traguardo, intanto, l’estensione della sperimentazione delle zone a burocrazia zero. Secondo l’ultima bozza sulle semplificazioni, il ministero dello Sviluppo, d’intesa con il ministero della Pa, predisporrà un piano nazionale delle zone a burocrazia zero, monitorandone l’attuazione ogni tre mesi. L’intervento rafforzerà quanto disposto con il decreto semplificazioni del 2012. Si stabilisce che entro due mesi Regioni, Camere di commercio, Comuni, le agenzie per le imprese e associazioni di categoria possono stipulare convenzioni per la sperimentazione di semplificazioni amministrative per gli impianti produttivi e le attività di impresa, anche mediante deroghe. La sperimentazione, inizialmente limitata alle aree che in passato erano state scelte come “zone franche urbane”, viene estesa a tutto il territorio nazionale. Sempre in tema semplificazione, arrivano conferme sui tutor d’impresa che dovranno rilanciare gli sportelli unici per le attività produttive.
Per quanto riguarda le misure di politica industriale, il cui coordinamento è affidato al sottosegretario dello Sviluppo Claudio De Vincenti, il decreto conterrà una nuova versione della legge Sabatini per agevolare gli investimenti delle aziende in beni strumentali e nuovi criteri di accesso al Fondo di garanzia per le Pmi con lo scopo di aprire anche ad aziende in temporanea difficoltà. In materia di costi energetici, si ridurrà il peso degli oneri di sistema che gravano sulla bolletta delle Pmi rivedendo il sistema di incentivazione Cip6.
Si lavora, infine, su una norma per liberalizzare il mercato della locazione immobiliare e su un intervento per incentivare l’uso dei corporate bond. L’obiettivo, in quest’ultimo caso, è favorire l’uso di un canale alternativo al credito bancario, anche mediante l’emissione di bond garantiti con riduzione della tassazione indiretta e attraverso l’impiego di fondi di credito per aggregare mini-bond.

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