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Dossier Tim Brasil sul tavolo di Oi

Riflettori su Telecom Italia a Piazza Affari in vista di una possibile alleanza fra Tim Brasil e Oi, in alternativa a un take over sulla controllata carioca di Telecom. I rumors di un avvicinamento tra i due gruppi girano ormai da qualche settimana in ambienti finanziari.
Un dialogo tra Tim Brasil e Oi starebbe diventando per molti addetti ai lavori l’ipotesi più credibile. Quest’ultima, il campioncino nazionale sponsorizzato dal Governo di Brasilia, ha del resto annunciato qualche settimana fa di essere pronta a fare un’offerta per Tim Brasil che è allo studio della banca d’affari Btg Pactual.
Tuttavia per Oi non sarà facile organizzare una proposta economica per Tim Brasil talmente interessante da essere accettata dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Oi è parecchio indebitata e non ha la forza finanziaria per fare da sola una mega-offerta per Tim Brasil. Per proseguire su questo disegno dovrebbe dunque allearsi con gli altri competitor Claro-America Movil e con Vivo-Telefonica con l’obiettivo di fare successivamente uno spezzatino di Tim Brasil: ma un break-up del gruppo, il secondo della telefonia mobile in Brasile, non è visto di buon occhio dall’Anatel, l’Authority delle Tlc carioca, e dallo stesso governo di Brasilia.
Insomma, per Oi l’unica via percorribile potrebbe essere quella di arrivare a una fusione amichevole con Tim Brasil. Ma anche in questo caso sarà una partita a scacchi. Malgrado alcune banche d’affari nelle scorse settimane abbiano già studiato l’ipotesi di un’offerta di Tim Brasil su Oi, Telecom Italia e il suo amministratore delegato Marco Patuano sembrano avere tutto l’interesse a seguire una tattica attendista: aspettando la prima mossa di Oi e, quindi, da una posizione di maggiore forza andare a negoziare una fusione tra i due gruppi.
Del resto, Patuano ha un ottimo rapporto con le autorità brasiliane, incontrate nel mese scorso: in quell’occasione ha ribadito l’impegno ad investire nel Paese e la volontà di partecipare all’asta per le frequenze da 700 mhz.
Al momento una fusione o alleanza con Oi resta per Tim Brasil una opportunità per crescere, una volta sfumato l’affare Gvt, finita a Telefonica: Oi è il più piccolo operatore della telefonia mobile ma il maggiore della telefonia fissa e si andrebbe quindi a ben integrare con Tim Brasil.
Anche se non è da escludere che per la controllata di Telecom Italia possa arrivare un’offerta stratosferica, di fronte alla quale sarà impossibile dire di no. È risaputo che anche il colosso delle Tlc Vodafone, oltre a Oi, sta monitorando da tempo Tim Brasil e potrebbe essere pronto a lanciare una super-proposta per entrare sul ricco mercato carioca.
Ora si attende il prossimo Cda di Telecom Italia del 25 settembre per avere qualche dettaglio in più sul futuro di Tim Brasil. Ieri il titolo del gruppo telefonico italiano ha terminato la seduta a Piazza Affari con una perdita di circa il 2 per cento. Al mercato l’opzione dell’alleanza fra Tim Brasil e Oi sembra non piacere in quanto non ci sarebbe una valorizzazione dell’asset sudamericano del gruppo e non entrerebbe quindi cassa fresca nell’ex-monopolista italiano.
Per Equita, oltre a presentare questioni «finanziarie e industriali abbastanza complesse», l’alleanza «di fatto» per Telecom Italia «sarebbe una sorta di acquisizione». Sono cauti anche gli analisti di Intermonte, per i quali l’operazione «sarebbe molto favorevole a Oi», piuttosto che al gruppo italiano.

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