Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dossier anti-debito, Grilli accelera «Cessioni anche sopra l’1% del pil»

Conferma e tenta l’accelerata il ministro del Tesoro Vittorio Grilli sul piano anti-debito del governo. Il programma allo studio potrebbe infatti arrivare alla parte più alta della «forchetta» annunciata dal ministro lo scorso luglio in un’intervista al Corriere. Se allora Grilli aveva parlato di «vendite di beni pubblici per 15-20 miliardi l’anno, pari all’1 per cento del Pil», ieri a Cernobbio il ministro non ha escluso di superare la soglia dell’1% con cessioni per circa 20 miliardi di euro l’anno.
«Dobbiamo verificare se è possibile fare più dell’1%», ha detto Grilli. Il piano «è allo studio finché di patrimonio ce ne è», ha aggiunto. Ma, ha avvisato, «dobbiamo verificare se è possibile» anche perché si tratta di «una strada complessa. Ci vuole la cooperazione degli enti territoriali. Se pensiamo solo al patrimonio immobiliare, la grandissima parte degli immobili non è vuota né subito vendibile in quanto spesso occupata da uffici di governo. Bisogna mettere in moto i meccanismi di trasferimento per passare dal pubblico al privato».
Grilli — che oggi incontra in Lussemburgo il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker — ha anche ribadito che il Paese non ha bisogno degli aiuti del piano anti-spread della Bce. E — ha detto — questo Governo ha «stabilito che il pareggio di bilancio è in costituzione. Ora bisogna attuare questo principio». Come? Per esempio attraverso «il rapporto tra finanza statale e finanza territoriale. Il caso Spagna dimostra quanto sia delicato questo rapporto».
Sul tema «anti-spread», il ministro ha concordato col premier Mario Monti sul fatto che chiedere aiuti alla Bce non sia un «dramma», ma allo stato attuale «non ne abbiamo bisogno e lo abbiamo già detto. Oggi lo stato della finanza pubblica, con un pareggio atteso nel 2013, fa sì che non ci sia bisogno di ricorrere a questo tipo di strumenti». A proposito del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi — ha aggiunto — «le riforme dei Paesi e l’impegno della Bce ci rassicurano che non succederà: lo spread non salirà di nuovo».
Ma se il governo va avanti con il suo piano per ridurre il debito, quest’ultimo non è l’unico circolato negli ultimi mesi (e anche ieri) nel Paese. Per il segretario del Pdl, Angelino Alfano, l’Italia dovrebbe creare uno scudo anti-spread nazionale, riducendo il debito pubblico in maniera rilevante. Per questo, ha aggiunto Alfano, il Pdl ha presentato «una proposta per abbattere il debito pubblico», portandolo sotto il 100% del Pil. Lo strumento è un grande fondo al quale conferire beni immobili e anche alcuni beni mobili.
Il progetto dell’ex premier Giuliano Amato e del presidente della Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini, invece, vuole abbattere in 5 anni il debito pubblico di 178 miliardi (e di altri 150 nel quinquennio successivo) attraverso vendite di immobili e la cessione di partecipazioni quotate e non quotate. Mentre il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ha avanzato l’idea di un fondo del Tesoro con rating «AAA» grazie alla garanzia dei «gioielli di Stato» — come le quote in Eni, Enel, gli immobili e anche le riserve auree e valutarie — per frenare le tensioni sullo spread.
Tra gli altri argomenti su cui si è soffermato ieri il ministro Grilli ci sono l’evasione («Qualsiasi operazione di riduzione del carico fiscale non può che passare per il recupero dell’evasione»), il costo del lavoro (l’Italia deve recuperare competitività e ciò significa anche che in azienda «il costo del lavoro per unità di prodotto deve calare»), l’Iva («Faremo di tutto per evitare l’aumento dell’Iva»: un obiettivo, comunque, «non facile») e le banche («È importante che ci sia una vigilanza bancaria integrata a livello europeo, occorre un’accelerazione rispetto alla tabella di marcia» dell’Ue).

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa