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Doppio visto per il credito ceduto

Sul “filo di lana” arrivano i chiarimenti dell’agenzia delle Entrate sul visto di conformità da apporre in Unico 2014. Nonostante la norma (articolo 1, comma 574 della legge 147/2013) sia in vigore dal 1° gennaio scorso, la circolare n. 28/E è stata emanato solo ieri, a tre giorni lavorativi dal termine ultimo per la trasmissione telematica (quattro se consideriamo anche sabato 27): quasi una “beffa” per chi ha già terminato il lavoro strutturando in autonomia i controlli necessari, e ora si trova a dover verificare se le proprie scelte coincidono o meno con la “check list” diffusa dalle Entrate.
La circolare ripercorre l’intera disciplina, a partire dai requisiti soggettivi e dagli adempimenti preliminari al rilascio del visto. La legge di stabilità 2014 ha previsto, con effetto già dalle dichiarazioni 2013, che i crediti relativi alle imposte sui redditi, relative addizionali e imposte sostitutive, alle ritenute alla fonte e all’Irap, per importi superiori a 15mila euro annui, possano essere compensati orizzontalmente solo se la dichiarazione riporta il visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del Dlgs. 241/1997. L’attestazione, contrariamente a quella analoga in ambito Iva (articolo 10, Dl 78/09), non deve precedere l’utilizzo del credito, ma deve essere presente nella relativa dichiarazione.
Essa può essere richiesta a responsabili dei Caf-imprese o ai professionisti aventi i requisiti prescritti dalla legge. In alternativa, e senza necessità di adempimenti preliminari, il visto è rilasciato dai soggetti che esercitano il controllo contabile in base all’articolo 2409-bis del Codice civile, a cui la circolare affianca i revisori di cui all’articolo 234 del Dlgs 267/2000 (Tuel), i componenti del collegio dei revisori dei conti delle regioni e ogni organo con analoghe funzioni previsto da leggi speciali. Per rilasciare il visto, gli intermediari – che di regola hanno già effettuato la comunicazione alla Dre, trattandosi di adempimento preliminare al visto per i crediti Iva in vigore dal 2010 – devono verificare che la polizza assicurativa non “copra” le sole dichiarazioni Iva, ma sia riferita a tutte le dichiarazioni tributarie (circolare 57/E/2009); in caso contrario, prima di rilasciare il visto, la polizza va integrata e spedita all’Agenzia.
Occorre, inoltre, essere in possesso dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, ricordando che chi rilascia il visto (revisori contabili a parte) deve trasmettere la dichiarazione e (aggiunge la circolare 28/E) anche «predisporla».
Generalmente, se il soggetto che utilizza in compensazione il credito superiore ai 15mila euro non è lo stesso che lo ha generato, il visto va apposto in entrambi i modelli, come nel caso della cessione delle eccedenze Ires di gruppo di cui all’articolo 43-ter. L’attestazione sul modello del cessionario serve solamente a verificare il mero riscontro dell’ammontare del credito ceduto» con il suo utilizzo in compensazione. Questo “doppio visto” non è richiesto nel caso di adesione al consolidato e trasferimento alla consolidante di eccedenze Ires “sopra soglia” generate dal gruppo (l’attestazione riguarda la sola consolidante che utilizza tale credito). E non si applica neppure in caso di riattribuzione da parte dei soci/associati/partecipanti all’ente collettivo delle ritenute da quest’ultimo subite e non utilizzate dai singoli (circolare 56/E/2009): l’Agenzia chiarisce che l’attestazione va solo sulla dichiarazione dell’ente (se le ritenute “restituite” ed utilizzate superano i 15.000 euro). Il “visto” sull’Unico del partecipante va apposto solo se necessario per i crediti che scaturiscono dalla singola dichiarazione.
La circolare conferma il “via libera” alla apposizione del visto sulla propria dichiarazione da parte del professionista abilitato (risoluzione 82/E del 2 settembre), chiarendo che tale facoltà si estende anche al credito Iva.

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