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Doppio vantaggio dalle deduzioni Irap per Unico 2014

Anche per il periodo d’imposta 2013, viene riconosciuta la possibilità di dedurre dall’Ires/Irpef dovuta la parte di Irap relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni di legge, nonché un’ulteriore quota pari al 10% dell’Irap corrisposta nel periodo d’imposta, forfetariamente riferita all’importo dovuto sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri assimilati, al netto degli interessi attivi e proventi assimilati.
Nel modello Unico queste deduzioni trovano entrambe evidenza nel quadro del reddito professionale (RE) o d’impresa (RG/RF) quali variazioni in diminuzione dell’imponibile ai fini Ires/Irpef (si veda l’esempio a fianco). Le stesse competono anche nel caso di conseguimento di una perdita fiscale.
Per quanto concerne la deduzione Irap relativa alle spese del personale, come ribadito dalla circolare 8/E/2013, paragrafo 1.2 delle Entrate, la quota deducibile viene calcolata come percentuale dell’Irap pagata nel corso del periodo di riferimento risultante dal rapporto tra il costo del personale indeducibile ai fini Irap (da esporre al numeratore della frazione) e la base imponibile Irap (al denominatore della frazione).
Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge 201/2011, tali grandezze vanno assunte al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11 commi 1 lettera a), 1-bis, 4-bis e 4-bis.1 del decreto legislativo 446/97. Si tratta, in particolare, delle deduzioni per contributi Inail (IS1), di quelle forfetarie e analitiche per assicurare la riduzione del cuneo fiscale (IS2 e IS3), delle spese relative agli apprendisti e di quelle relative ai disabili, dei costi spese per il personale assunto con contratti di formazione e lavoro e di quelli sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo (IS4), nonché della deduzione forfetaria per lavoratori dipendenti (IS5).
Va inoltre conteggiata l’altra deduzione forfetaria a scaglioni per i soggetti la cui base imponibile non eccede 180.999,91 euro (comma 4 bis), nonché la deduzione forfetaria in capo alle imprese di autotrasporto per la parte che non concorre a formare il reddito del dipendente.
Peraltro la deduzione analitica sull’Irap pagata in relazione alle spese per il personale, si cumula, in presenza dei requisiti previsti (circolare 8/E/2014), alla previgente deduzione forfetaria del 10% dell’Irap, la quale, tuttavia, spetta solo in presenza di una quota imponibile di interessi passivi e oneri assimilati, al netto di quelli attivi e proventi assimilati.
La norma è generica, quindi si ritiene che possano rientrare fra gli interessi passivi quelli derivanti sia da rapporti con istituti di credito, sia da rapporti commerciali. Ugualmente, dovrebbero rientrare tra gli oneri finanziari rilevanti gli interessi passivi impliciti inclusi nei canoni di leasing, anche se oggetto di contabilizzazione unitaria con la quota capitale all’interno della voce B8 del conto economico.
L’Irap rilevante per il calcolo della deduzione analitica e forfetaria è quella pagata nel periodo d’imposta di riferimento a qualsiasi titolo, saldo/acconto, ravvedimento operoso o iscrizione a ruolo.
L’imposta versata in acconto potrà partecipare al calcolo dell’importo deducibile, solo nei limiti in cui quest’ultima rifletta quanto effettivamente dovuto per il periodo d’imposta di riferimento (cosiddetto principio di cassa temperato). Come confermato dalla circolare 8/E/2013, l’Irap complessiva (forfetaria e analitica) ammessa in deduzione non può in alcun modo eccedere l’imposta complessivamente versata/dovuta.
A riguardo va evidenziato che dal 2014 il Dl 66 ha disposto la riduzione dell’aliquota ordinaria al 3,5 per cento.

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