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Doppio taglio al rating Nokia

di Stefano Carrer

Non c'è pace per il sempre più appannato leader mondiale (per volumi) della telefonia mobile. Le azioni della Nokia hanno ceduto ieri l'1,6% a 4,48 euro dopo che il suo debito è stato portato dall'agenzia Fitch appena un gradino sopra il livello di «junk», – per di più con outlook negativo –, attraverso un doppio taglio che lo ha abbassato da «BBB+» a «BBB-». La decisione di assegnare alle obbligazioni emesse dal gruppo finlandese la valutazione minima da investimento con contestuale minaccia di un altro downgrading – ha spiegato l'agenzia – «riflette le gravi preoccupazioni sul passo accelerato dell'erosione delle quote di mercato per il business dei telefonini Symbian»: dopo che Nokia ha annunciato il futuro passaggio a un sistema operativo alternativo (Windows Phone) sta emergendo che «i consumatori stanno abbandonando questi dispositivi di retaggio per versioni meno costose o di alta gamma basate su Android o per gli smartphone Apple».

Un effetto che si manifesta sul cash flow aziendale e sui margini, tanto che la società è stata costretta la settimana scorsa a ridurli a zero per il trimestre in corso, senza fornire previsioni per l'esercizio. A peggiorare lo scenario, aggiunge Fitch, c'è l'eccessivo lasso di tempo prima dell'arrivo di un nuovo portafoglio prodotti basato su Windows, visto che i primi esemplari non saranno lanciati prima di fine anno e che quindi solo ben dentro il 2012 la nuova gamma passerà al test definitivo del mercato, scontrandosi con «operatori altamente competitivi e radicati come Samsung, Htc e Apple». Con un linguaggio allusivo, infine, l'agenzia riconosce che per ora la struttura patrimoniale di Nokia resta più solida di quanto conteplato da società che hanno un rating simile a quello assegnato ieri; tuttavia non va dimenticato un generico timore legato al fatto che «le aziende mature in settori in rapido movimento possono sentirsi costrette a spendere rapidamente in vari modi il cash accumulato».

Al di là del futuribile o delle smentite alle indiscrezioni secondo cui sarebbero in corso negoziati di fusione con Microsoft, nell'immediato sul titolo Nokia – dopo il profit warning – continua a pesare la raffica di revisioni al ribasso delle stime rilasciate dagli analisti (da ultimo UniCredit, che è passato a una raccomandazione di «sell» con un target price ridotto da 5,9 a 4 euro).

C'è attesa per quello che dirà il ceo Stephen Elop all'annuale Open Mobile Summit di Londra che si apre oggi, di cui è uno dei relatori ufficiali. Forse dichiarerà qualcosa di nuovo su come conta di sfuggire alla tenaglia che sta schiacciando l'azienda ai due lati del suo business. Sul versante "basso", infatti, Nokia sta perdendo rapidamente quote sui mercati emergenti per l'aggressività di operatori in grado di offrire prodotti a prezzi più bassi, come le cinesi Zte e Huawei Technologies o l'indiana Micromax. Sull'alto di gamma, alla leadership di Apple si aggiunge la crescita sempre più forte di alcuni operatori asiatici, dalla taiwanese Htc alla sudcoreana Samsung, che scommettono sulla piattaforma Android.

 

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