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Doppio sacrificio per gli autonomi

di Aldo Ciccarella

La manovra di Natale impone un doppio sacrificio previdenziale ai lavoratori autonomi: da una parte, come per tutte le altre categorie del lavoro, si allunga il tempo di permanenza nell'attività lavorativa prima di poter perfezionare i requisiti per la pensione. Dall'altra, aumentano progressivamente anche i contributi di finanziamento della stessa. In entrambi i casi si assiste a un percorso di allineamento alle regole previste per la generalità dei lavoratori dipendenti. Le novità sono contenute nell'articolo 24 del decreto legge 201/2011.
L'aumento dei contributi
È dal 1° gennaio 2012 che inizia il percorso di incremento delle aliquote dovute all'Inps dagli iscritti nelle gestioni pensionistiche di artigiani, commercianti e coltivatori diretti, che raggiungeranno nel 2018 la misura del 24 per cento.
Per il 2012 l'aumento sarà pari a 1,3 punti percentuali: l'aliquota salirà così in un sol colpo dall'attuale 20 al 21,3% (e dal 21 al 22,3% per l'ulteriore fascia di rettito). Poi l'incremento sarà pari allo 0,45% in tutti gli anni successivi fino a raggiungere quota 24% dal 2018. Da quell'anno verrà meno sia l'aliquota ridotta a favore dei collaboratori di età inferiore a 21 anni, sia il punto in più dovuto sui redditi superiori a una certa fascia, e l'aliquota di computo, vale a dire l'accredito previdenziale, si allineerà all'aliquota contributiva.
Coltivatori diretti
Arriveranno al 24% anche le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti all'Inps, per i quali aumentano anche le aliquote nelle zone svantaggiate, nelle quali il vantaggio contributivo sarà azzerato nel 2018.
Le fasce
In sostanza, dunque, aumentano sia i contributi fissi, dovuti cioè sul minimale di reddito, sia quelli calcolati sull'eccedenza, in acconto e saldo in base alla dichiarazione dei redditi. Il contributo, infatti, è dovuto sulla totalità dei redditi d'impresa prodotti nell'anno precedente, con un minimale di reddito pari, per il 2011, a 14.552 euro, mentre per la quota eccedente il minimale si applicano le aliquote vigenti nell'anno di riferimento fino al limite di retribuzione annua pensionabile pari, sempre per il 2011, a 43.042 euro.
La gestione separata
Sempre dal 1° gennaio 2012, poi, aumenteranno di un punto anche le aliquote dovute dagli iscritti nella gestione separata dei lavoratori parasubordinati, ma questo non per effetto della manovra di Natale ma di quella dell'estate scorsa (legge 138/2011). Tuttavia il comma 26 del decreto legge 201/2011 estende anche ai professionisti iscritti a quella gestione alcune tutele che prima erano riservate ai collaboratori coordinati e continuativi. Si tratta dell'indennità economica in caso di malattia e di maternità, ora applicabile ai professionisti privi di albo e cassa di categoria.
La pensione
Anche per i lavoratori autonomi, infine, la pensione si allontana (si veda l'articolo qui sotto). Rimane tuttavia escluso dalla stretta chi matura entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa precedente alla manovra di Natale.
In questo caso, quindi, gli interessati conseguiranno il diritto alla pensione con le vecchie regole, quelle cioè che prevedevano l'applicazione della finestra mobile (legge 122/2010).

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