Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Doppio argine ai soci di capitale

 di Luciano De Angelis e Gianni Macheda 

Doppia maggioranza dei professionisti nelle nuove società a essi dedicate. Essi infatti dovranno essere almeno 2/3 della compagine societaria e poter esprimere la stessa maggioranza nelle deliberazioni e decisioni dei soci.

È quanto emerge dall'articolo 9-bis, comma 1, lettera b testo del decreto legge 1/2012 in materia di liberalizzazioni, su cui oggi alla camera si vota la fiducia, alla luce dell'errata corrige pubblicato sul sito web della camera e che recita così: «All'art. 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183 sono apportate le seguenti modificazioni (comprendenti le variazioni apportate dal senato della repubblica), le parole: «Il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti» devono intendersi sostituite dalle seguenti: «Il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti».

Gli effetti pratici della correzione in corsa sono quelli di eliminare ogni dubbia interpretazione, nelle cooperative, società personali o società di capitali. In relazione alla vecchia disposizione, infatti, la norma poteva leggersi nel senso che sarebbe stata sufficiente una mera maggioranza capitaria (per esempio nelle cooperative) oppure una maggioranza da esprimersi in assemblea (tale da determinare una maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni o nelle decisioni dei soci) per poter rispettare il dettato normativo. L'alternativa sembrava per esempio consentire una srl professionale con un professionista detentore del 67% del capitale e due soci finanziatori uno al 16 e l'altro al 17%.

Tale possibilità non sussiste più in relazione alla sostituzione della disgiunzione «o» con la congiunzione «e», che richiede espressamente la doppia maggioranza ai professionisti sia in merito al numero degli stessi, sia in relazione ai loro diritti di voto in sede assembleare o decisione dei soci.

Tale formula sembrerebbe maggiormente garantista anche per i professionisti che scelgono la formula delle società di persone (soprattutto nella forma di sas) laddove formalmente non esistono formali deliberazioni assembleari. In queste società, infatti, il termine «deliberazioni» dovrà presumibilmente essere considerato riferibile alle decisioni adottate dagli amministratori in sede congiuntiva e la sottoscrizione dei due terzi dei conferimenti da parte dei professionisti farà si che fra questi vengano scelti presumibilmente la maggioranza degli amministratori se non (come potrebbe avvenire in una sas col finanziatore accomandante) la totalità degli stessi.

Viene, ribadito, infine, che il venire meno, ora, di tale nuova condizione (cioè della doppia maggioranza) costituisce causa di scioglimento della società e il consiglio dell'ordine o collegio professionale presso il quale è iscritta la società procede alla cancellazione della stessa dall'albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa