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Doppia verifica per i russi

Obblighi antiriciclaggio rafforzati sia per le banche sia per i professionisti quando la controparte sarà Russa. Una doppia adeguata verifica e antenne più sensibili ai flussi finanziari con la Federazione. Sono questi i principali effetti della fuoriuscita della Federazione Russa dalla white list dei paesi considerati compliance con la normativa antiriciclaggio europea contenuta nel decreto del ministero delle finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì (si veda ItaliaOggi di ieri). E anche se gli esperti antiriciclaggio contengono gli effetti a una duplicazione in alcuni casi di adempimenti burocratici, soprattutto a livello di intermediari finanziari, e precisano che, per i privati russi che vengono in Italia, a iniettare liquidità con un turismo di lusso, nulla differisce rispetto a due giorni fa (quando il decreto non era ancora entrato in vigore) è pur vero che i professionisti non escludono una maggiore attenzione a chi si ha di fronte. «Qualcosa cambia», spiega a ItaliaOggi, Vincenzo Gunnella, membro commissione antiriciclaggio del Consiglio nazionale notariato, «l’obbligo di adeguata verifica che il notaio deve adempiere è commisurato alla situazione di rischio e in questo caso l’area geografica di provenienza diventa più delicata», osserva Gunnella. Per Fabrizio Vedana, vicedirettore Unione fiduciaria, il tutto si tradurrà in una duplicazione di adempimenti soprattutto per i professionisti e gli intermediari banche. «Non essere nella lista espone a un rischio maggiore di segnalazione di operazione sospetta», spiega Vedana, «in questo caso il rischio maggiore è se si avrà una controparte russa». L’effetto è presto detto: se prima del decreto un cittadino russo voleva aprire un conto corrente italiano e per la banca era sufficiente la lettera di referenza della banca russa che assicurava di aver effettuato i controlli, da oggi ciò non è più sufficiente e sarà necessario procedere a una nuova adeguata verifica. Infine il solito complottista anonimo provoca: che sia una vendetta per le cittadinanze onorarie a cittadini francesi in fuga dal fisco?

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