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Doppia stretta sulle «non operative»

di Luca Gaiani

Doppia stretta per la tassazione delle società non operative dalla manovra d'agosto. L'emendamento del Governo al decreto legge 138/11, depositato ieri al Senato, stabilisce, con decorrenza dal 2012, l'incremento al 38% dell'aliquota Ires dovuta dagli enti non operativi e l'estensione delle norme alle società che, per tre esercizi consecutivi, hanno dichiarato una perdita fiscale.

Per le società di capitali che rientrano nella disciplina degli enti non operativi (articolo 30, della legge 724/94), scatta, dal 2012, una maggiorazione del l'Ires del 10,5%, corrispondente, dunque, alla Robin tax introdotta per le imprese del settore energetico. L'Ires potenziata si applicherà anche sulla parte di reddito imputato da società di persone (Snc, Sas), che risultano di comodo, a società di capitali. In pratica una Srl (non di comodo) che detiene una quota in una Snc (di comodo) pagherà il 27,5% sull'intero reddito dichiarato, oltre al 10,5% sulla parte di tale risultato formata dall'importo assegnato per trasparenza dalla Snc partecipata. In caso di adesione alla tassazione di gruppo o al regime di trasparenza, la maggiorazione verrà liquidata separatamente dalla società consolidata (o dalla partecipata), mentre la consolidante (o i partecipanti della trasparente) tasserà il reddito ricevuto con le regole ordinarie. Le società di comodo che partecipano a società di capitali trasparenti applicano invece la maggiorazione sul proprio reddito complessivo senza tener conto di quello imputato dalla partecipata.

Nessuna maggiorazione è invece prevista per le società di persone che attribuiscono il risultato fiscale a persone fisiche, in quanto, in questi casi il reddito di comodo viene assoggettato ad aliquote Irpef progressive.

Dovrà essere chiarito se l'Ires del 38% si applichi (come sembrerebbe dal dato letterale della norma, che richiama genericamente l'articolo 75 del Tuir e dunque l'intero reddito imponibile dell'ente) anche alla eventuale parte di reddito dichiarato che supera quello minimo presunto. Questa parte, attualmente, esce per così dire dal regime "di comodo", potendo essere compensata con perdite pregresse maturate quando la società era operativa. Nessuna novità, infine, in materia di Irap e di Iva. La norma, conformemente alle regole dello Statuto del contribuente, assume efficacia dall'esercizio successivo a quello in corso all'entrata in vigore della legge di conversione della manovra e dunque, in genere, dal 2012. Gli acconti Ires relativi a tale esercizio delle società che risultano di comodo nel 2011, dovranno essere rideterminati applicando al dato storico la nuova aliquota maggiorata. Resta peraltro ferma la possibilità di utilizzare il metodo previsionale e dunque di versare gli acconti al 27,5% da parte di chi ritiene di superare nel 2012 le soglie richieste per essere operativi. Chi invece risulterà operativo per il 2011 (Unico 2012) calcolerà l'acconto per l'anno successivo su base storica ignorando la nuova norma, anche se, a consuntivo, dovesse divenire di comodo. In questo caso (società operativa nel 2011 che diventa di comodo nel 2012), invece, l'Ires del 38% si dovrà valutare per gli acconti previsionali.

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