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Doppia strada per rivedere la prescrizione

Doppia via sulla prescrizione. Il ministero della Giustizia ha presentato ieri alla Camera il disegno di legge di riforma del processo penale, che contiene anche il congelamento dei termini dopo la sentenza di condanna. Ma la commissione Giustizia dovrebbe adottare oggi come testo base quello messo a punto dai relatori, che sorpassa per tasso di severità quello proposto dal Governo.
La versione parlamentare, infatti, prevede sì la sospensione per 2 anni a decorrere dalla sentenza di condanna di condanna di primo grado e per un anno dopo quella di appello, ma prima rivede al rialzo anche la durata dei termini stessi modificando la disciplina base. Viene infatti modificata la ex Cirielli, con una riformulazione dell’articolo 157 del Codice penale, stabilendo che la prescrizione estingue il reato non più se è trascorso, come adesso, un tempo corrispondente al massimo della pena edittale, ma con un ulteriore aumento pari a un quarto. In ogni caso, poi, la prescrizione non può essere inferiore a 7 anni (al posto dei 6 attuali). Raddoppiati, infine, in ogni caso, i termini per la corruzione e l’induzione indebita.
Quanto poi all’impatto per i processi in corso, la proposta governativa prevede l’applicazione della nuova disciplina della sospensione solo ai fatti commessi dopo l’entrata in vigore della riforma, mentre il testo parlamentare non contiene al momento una norma specifica.
La compatibilità tra le due impostazioni potrebbe complicare il cammino di un intervento promesso dallo stesso premier Matteo Renzi. È vero che l’impostazione del ministero è recepita nel testo parlamentare, ma la stretta complessiva rischia di creare problemi di tenuta all’interno della stessa maggioranza, che dovrà fare i conti con le presumibili forti perplessità di Ncd a un intervento che rappresenti una svolta di così ampia portata.
Difficile poi fare pronostici sulla sorte che potrebbero avere le altre misure contenute nel disegno di legge del Governo. Quelle sulla corruzione, note nei contenuti (aumento delle pene, stretta sul patteggiamento, subordinato alla restituzione dei proventi del reato, confisca allargata), sono state presentate anche al Senato sotto forma di emendamenti al disegno di legge Grasso. A questo punto è anche possibile che il Governo stia per un po’ alla finestra, misurando la velocità dei diversi cammini parlamentari a Montecitorio e a Palazzo Madama, per decidere poi su quale “treno” puntare per un’approvazione più rapida.
Nel disegno di legge sul processo penale trovano posto anche misure assai innovative come la sentenza di condanna su richiesta dell’imputato, l’estinzione del reato per condotte riparatorie, una delega per la revisione delle condizioni di procedibilità e, nell’ambito di quella sulla procedura, anche la revisione delle intercettazioni.

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