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Doppia offerta per Ansaldo

I tedeschi di Siemens e i coreani di Doosan mettono sul piatto un’offerta vincolante per Ansaldo Energia. Entro la scadenza di venerdi pomeriggio sarebbero arrivate, secondo le indiscrezioni, due offerte sul tavolo degli advisor Banca Imi e Deutsche Bank che stanno assistendo Finmeccanica nel processo di vendita della controllata genovese. Oltre alla proposta del colosso tedesco (che si attesterebbe a poco meno di 1,3 miliardi di euro di valutazione), si sarebbe infatti aggiunta l’offerta vincolante della conglomerata di Seul assistita sull’operazione dagli advisor di Morgan Stanley. Non risulterebbe invece al momento arrivata l’offerta degli altri coreani che erano dati in corsa, cioè Samsung. Sul tema, contattata, Finmeccanica ha risposto con un «no comment».
La scadenza dello scorso venerdì per l’acquisto di Ansaldo Energia era stata fissata dall’ex amministratore delegato Giuseppe Orsi, prima del suo arresto per lo scandalo delle tangenti. L’ex capoazienda, che è ancora presidente, stava infatti cercando di individuare un possibile compratore prima delle elezioni del 24 febbraio.
Ora il dossier, anche alla luce degli arresti eccellenti nella società di piazza Monte Grappa, è finito sul tavolo del nuovo amministratore delegato Alessandro Pansa. Tuttavia sembra difficile che Pansa possa procedere sulla strada di cessione di Ansaldo nell’attuale situazione di incertezza politica. L’unica strada, per ora, sembra quella di concedere una esclusiva a trattare a Siemens o Doosan: esclusiva che verrebbe eventualmente finalizzata quando si conoscerà l’esito delle elezioni italiane.
Negli scorsi giorni sono infatti arrivati più segnali, a cominciare dalle dichiarazioni del candidato premier Pierluigi Bersani, volte a bloccare almeno per il momento la vendita del gruppo genovese.
Così il piano di dismissioni sembra di fatto congelato fino alle elezioni in modo da conoscere la strategia del nuovo governo. Senza contare che a metà aprile dovrà essere nominato il nuovo presidente di Finmeccanica e che il 12 marzo è previsto il consiglio di amministrazione per approvare i conti del 2012. Una serie di scadenze cruciali per il gruppo di piazza Monte Grappa.
Restano poi sullo sfondo le mosse della Cassa depositi e prestiti, con il braccio finanziario del Fondo strategico. Il gruppo finanziario di Maurizio Tamagnini potrebbe partecipare all’operazione acquisendo, insieme a un partner estero, una quota di minoranza di Ansaldo. Negli scorsi mesi si era parlato di discussioni proprio con Doosan. Ma l’impressione è che gli sviluppi sul tema Ansaldo siano rimandati a marzo, quando verrà costituito un nuovo Governo.

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