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Doppia chance per le imprese

di Dino Pesole

Due misure fiscali per sostenere la crescita, all'interno di una manovra che per larga parte punta a ridurre il deficit, in direzione del pareggio di bilancio atteso nel 2013. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede nel dettaglio la completa deducibilità dell'Irap sul costo del lavoro, ai fini di Ires e Irpef. In tal modo, si opera una radicale innovazione rispetto alla normativa in vigore che, come previsto dal precedente governo nel 2008, fissa al 10% la quota di deduzione forfetaria dell'Irap per quel che riguarda Ires e Irpef. Si trattava di un primo intervento, che il governo Berlusconi decise di mettere in campo per evitare il pronunciamento negativo della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi proprio sulla vexata quaestio della non deducibilità dell'Irap. Giudizio sospeso, da parte della Consulta, che a questo punto alla luce della decisione assunta ieri sera dal Consiglio dei ministri, dovrebbe ritenersi superato. La deduzione riguarderà il solo costo del lavoro e non più entrambi le componenti (lavoro e interessi passivi). Una boccata d'ossigeno per le imprese, senza dubbio, in un contesto di notevole sofferenza dell'intera struttura produttiva. L'aspettativa è che si riesca, per questa via, quanto meno ad attenuare l'impatto di un ciclo economico che resta fortemente negativo. Il governo non ha ancora aggiornato il quadro previsionale definito nel settembre scorso dal precedente esecutivo. Stando alle ultime stime dell'Ocse, nel 2012 l'economia nazionale sprofonderà in recessione (-0,5). L'intervento sull'Irap favorirà le imprese che assumono per 1,5 miliardi nel 2012 e 2 miliardi nel 2013. Vengono, poi, previsti interventi per un valore di un miliardo per 2012, 2013 e 2014 per giovani e donne.
L'altra misura di sostegno alla crescita si condensa nel complessivo pacchetto di «aiuto alla crescita economica» (Ace): l'intervento varrà un miliardo nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014. Si tratta nel dettaglio delle norme inserite nel decreto che prevedono per i soggetti passivi dell'Ires la riduzione dell'onere tributario connesso alla remunerazione ordinaria del capitale proprio reinvestito. In tal modo, si punta a recuperare la ratio della Dit (Dual income tax) riabilitando anche la norma contenuta nella Finanziaria 2008, rimasta sostanzialmente inattuata, che tendeva ad equiparare la tassazione delle società di persone a quelle di capitale. Anche in questo caso si punta sull'effetto incentivante. La norma – prescrive la bozza del decreto – si applicherà anche al reddito d'impresa di persone fisiche, Snc e accomandite semplici.

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