Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Doppia barriera ai falsi in Ue

Gli uffici delle dogane sono chiamati a un doppio controllo in caso di ingresso nel territorio Ue di prodotti contraffatti. Dal 23 marzo 2016, sono infatti tenuti a chiedere al titolare originale del marchio oltre alla conferma dell’esistenza della contraffazione anche precisazioni circa l’esistenza di una valida registrazione del marchio Ue nel paese di destinazione finale. Questo è quanto si legge nella circolare dell’Agenzia delle dogane del 24 marzo 2016 prot. n. 35352 sull’immissione in circolazione di nuovi marchi comunitari contraffatti.

Compiti del titolare marchio Ue e degli uffici doganali. Il titolare del marchio Ue ha il diritto di impedire a tutti i terzi di introdurre nell’Unione, in ambito commerciale, prodotti che non siano stati immessi in libera pratica, quando detti prodotti, compreso l’imballaggio, provengono da paesi terzi e recano senza autorizzazione un marchio identico al marchio Ue registrato per tali prodotti o che non può essere distinto nei suoi aspetti essenziali da detto marchio. La titolarità del marchio Ue cessa qualora, durante il procedimento per determinare l’eventuale violazione del marchio Ue, il dichiarante o il detentore dei prodotti fornisca prova che il titolare del marchio Ue non ha il diritto di vietare l’immissione in commercio dei prodotti nel paese di destinazione finale. Ne deriva l’importanza per gli uffici delle dogane di disporre di informazioni sufficienti, da parte dei titolari di marchi Ue validamente registrati, al fine di organizzare al meglio le attività di analisi dei rischi e di controllo, potendo così concentrare le citate attività su merci i cui marchi sono protetti nel paese di destinazione finale. Pertanto i titolari dei diritti di proprietà intellettuale saranno tenuti a fornire quante più informazioni possibili (es. elenchi di Paesi terzi dove i loro marchi siano validamente registrati) al fine di permettere agli uffici doganali di applicare correttamente ed efficacemente la normativa di settore. Nell’effettuare i controlli doganali, le autorità doganali dovrebbero avvalersi dei poteri e delle procedure definiti dal regolamento (Ue) n.608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, anche su richiesta dei titolari. In particolare, le autorità doganali dovrebbero svolgere i controlli pertinenti in base a criteri di analisi del rischio. Tenendo conto della immediatezza ed effettività delle richiamate disposizioni regolamentari sovranazionali, dal 23 marzo 2016 gli uffici delle dogane pongono in essere, nel quadro e secondo le procedure previste dagli articoli 17 e 18 del regolamento Ue n. 608/2013 e fatta salva ove applicabile la normativa penale nazionale, interventi di contrasto alla contraffazione di un marchio validamente registrato nell’Unione europea senza che sia necessario adeguare le procedure o i tempi previsti dalle disposizioni regolamento (Ue) n. 608/2013 o le richieste di intervento di tutela doganale già accettate e tuttora valide.

Rivendicazione di priorità e della preesistenza. La rivendicazione di priorità è presentata contestualmente alla domanda di marchio Ue, indicando la data, il numero e il paese della domanda anteriore. La documentazione a sostegno della rivendicazione di priorità è presentata entro tre mesi dalla data di deposito. Il richiedente che desideri far valere la priorità presenta, entro tre mesi dalla data di deposito, le prove relative all’esposizione dei prodotti o dei servizi sotto il marchio richiesto. La rivendicazione della preesistenza è presentata contestualmente alla domanda di marchio Ue o entro due mesi dalla data di deposito della domanda, e comprende lo Stato membro o gli Stati membri nei quali o per i quali il marchio è registrato, il numero e la data di deposito della relativa registrazione nonché i prodotti e i servizi per i quali il marchio è registrato. Quando nella domanda viene rivendicata la preesistenza di uno o più marchi d’impresa, la documentazione a sostegno della rivendicazione di preesistenza è presentata entro tre mesi dalla data del deposito. Se il richiedente intende rivendicare la preesistenza dopo il deposito della domanda, la documentazione a sostegno della rivendicazione di preesistenza è presentata all’Ufficio entro tre mesi dal ricevimento della rivendicazione di preesistenza. La preesistenza rivendicata per il marchio Ue cessa quando il marchio anteriore, per cui sia stata rivendicata la preesistenza, è dichiarato decaduto o nullo. La preesistenza cessa con la decadenza del marchio anteriore, purché la decadenza acquisisca effetto prima della data di deposito o della data di priorità del marchio Ue. Le rivendicazioni della preesistenza presentate includono il numero di registrazione del marchio Ue, il nome e l’indirizzo del titolare, lo Stato membro o gli Stati membri nei quali o per i quali il marchio anteriore è registrato, il numero di registrazione e la data di deposito della relativa registrazione, i prodotti e i servizi per i quali il marchio è registrato e quelli per i quali viene rivendicata la preesistenza, e i documenti giustificativi. L’ufficio informa il richiedente delle irregolarità del titolare del marchio Ue, nei casi in cui non siano rispettate le condizioni stabilite per la rivendicazione della preesistenza. Se le irregolarità non sono sanate entro il termine che sarà indicato dall’Ufficio, questo respinge la rivendicazione.

Cinzia De Stefanis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa