Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il domicilio dal difensore non basta per l’assenza

Per dichiarare l’imputato assente al processo non basta l’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio. Il giudice, anche in presenza di altri elementi, deve in ogni caso verificare che tra avvocato domiciliatario e indagato si sia instaurato un rapporto professionale, tale da fargli ritenere con certezza che quest’ultimo sia al corrente del procedimento o si sia volontariamente sottratto alla conoscenza.

Le Sezioni unite della Cassazione hanno anticipato con un’informazione provvisoria la soluzione relativa alla legittimità della celebrazione del processo in assenza, nel caso in cui la dichiarazione sia fondata sul presupposto che l’indagato abbia eletto il domicilio presso il difensore d’ufficio. La sezione remittente ricorda che, con la legge 67/2014, è stata soppressa la contumacia lasciando in piedi solo la “presenza – assenza”. E il processo in assenza è consentito solo a precise condizioni, senza le quali la mancata comparizione dell’imputato impone la sospensione del procedimento e della prescrizione del reato. Ai fini della valutazione della conoscenza (articolo 420-bis del Codice di rito penale) i giudici valorizzano l’interpretazione secondo la quale la garanzia dell’elezione di domicilio, fatta al momento dell’identificazione da parte della polizia giudiziaria, e riferita al difensore d’ufficio, non legittima la dichiarazione in assenza. Nell’ordinanza i giudici precisano che la lettura, anche se si è formata prima della legge 67/2014, va applicata anche alle nuove disposizioni, emanate proprio per fronteggiare le criticità segnalate nel processo per contumacia e per prevenire processi a carico di inconsapevoli.

All’orientamento adottato si era contrapposta la tesi della validità della notificazione all’imputato presso il difensore d’ufficio domiciliatario, indicato nel corso delle indagini preliminari. Una scelta giustificata dalla presunzione legale di conoscenza del procedimento prevista dall’articolo 420-bis comma 1, superabile solo se risulta (articolo 420-ter, comma 1) che l’assenza è dovuta ad un’assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento. I giudici del rinvio si chiedevano poi se, nel caso si ritenesse insufficiente l’elezione del domicilio, questa possa diventare adeguata grazie alla convergenza di altri elementi che portino a concludere per la conoscenza. E la risposta delle Sezioni unite é no. Anche in presenza di altri “indizi” il giudice non può presumere ma deve verificare che tra difensore e assistito si sia stabilito un contatto.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le obbligazioni non hanno più alcun rendimento, mentre ormai le Borse hanno ormai alle spalle un ri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — Il piano del governo per salvare le acciaierie di Taranto e le migliaia di posti di lavoro ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per la Cassazione non rientra tra i contratti «bancari e finanziari». Le controversie derivanti d...

Oggi sulla stampa