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Dogane corazzate

Controlli doganali di maggiore qualità attraverso uno screening dei settori merceologici e dei paesi di provenienza più a rischio di frode, contestazioni ben fondate e capaci di «reggere» in contenzioso, nonché potenziamento dei servizi telematici a disposizione degli operatori.

Sono questi gli obiettivi principali che emergono dal piano strategico delle attività che l’Agenzia delle dogane ha messo a punto in vista della stipula della convenzione 2012-2014 con il Mef. I target si traducono in numeri che l’Agenzia guidata da Giuseppe Peleggi si propone di raggiungere nel triennio. Saranno oltre 4,2 milioni, per esempio, i controlli svolti per prevenire l’evasione tributaria e i traffici illeciti (senza contare quelli su pacchi postali e corrieri espressi). Le verifiche anti-contraffazione saranno almeno 49.500 nel 2012, mentre quelle in materia di accise saliranno dalle 38 mila del 2012 alle 40 mila del 2014. Da un punto di vista della tutela del bilancio nazionale e di quello comunitario, l’obiettivo assegnato è accertare almeno un miliardo di euro all’anno di maggiori diritti, mentre in tema di Iva (Intra e plafond) la remuneratività media delle verifiche è stimata in 175 mila euro per il 2012 fino ai 190 mila euro del 2014. Ma i maggiori introiti, secondo il piano delle Dogane, dovrebbero essere solo una naturale conseguenza di un lavoro di intelligence sempre più di qualità. L’obiettivo si concretizza in un aumento dei tassi di positività dei controlli: in materia di accise il tasso atteso nel triennio sale dal 43,5 a oltre il 45%; sulla contraffazione l’obiettivo triplica, passando dal 5,5 al 15%, a fronte però di un numero di controlli che si andrà riducendo (da 49.500 a 25.000) proprio per concentrarsi sulle partite più a rischio. Occhi puntati pure su chi cerca di esportare denaro all’estero senza dichiararlo alla frontiera: il numero dei verbali elevati per violazione delle norme valutarie dovrà salire, secondo l’Agenzia, da 2.300 a oltre 3 mila.

Un altro dei punti chiave che la strategia 2012-2014 si prefigge di raggiungere è il miglioramento degli indici di vittoria in giudizio. Garantire la sostenibilità della pretesa tributaria in sede di contenzioso, infatti, può risultare un ulteriore stimolo per favorire la compliance. Secondo gli ultimi dati resi disponibili dal Dipartimento delle finanze, le Dogane nel 2010 hanno vinto in primo grado l’84% dei ricorsi e in secondo grado il 76% degli appelli. L’obiettivo per il 2012 è quello di elevare tali percentuali all’88% in Ctp e al 78% in Ctr, consolidando poi di anno in anno il risultato conseguito. Spazio quindi alla formazione dei dipendenti, con almeno 23 ore pro-capite di aggiornamento professionale nel triennio, e al potenziamento del ruolo dei laboratori chimici, attraverso lo sviluppo della qualità delle analisi e l’acquisizione di apparecchiature tecniche a elevata specializzazione. Per quanto attiene al personale, infine, l’Agenzia evidenzia una carenza di 1.832 unità rispetto all’organico standard.

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