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Dodici misure di emergenza in caso di Brexit senza accordo con l’Ue

Qualora il Regno Unito dovesse dare in settimana via libera all’intesa con l’Ue sulla Brexit (ieri il primo ministro Theresa May ha detto di non avere il sostegno per un sì in Camera dei comuni), l’uscita sarebbe il 22 maggio e non più il 29 marzo. Obiettivo: evitare che il Regno Unito partecipi alle elezioni Ue del 22-23 maggio. In caso contrario, Londra dovrà decidere entro il 12 aprile se partecipare alle elezioni o lasciare l’Ue il giorno stesso (no-deal). In quest’ultimo caso le relazioni Uk-Ue saranno regolate dal diritto internazionale, che include le norme Wto. L’Ue sarà tenuta ad applicare regole e tariffe alle frontiere, incluse le verifiche doganali, sanitarie, fitosanitarie, di conformità. Le imprese Uk non saranno ammesse a sovvenzioni e appalti; i suoi cittadini saranno sottoposti a controlli supplementari ai confini. Per prepararsi al «no deal», l’Ue ha adottato 17 proposte legislative. Altre due saranno finalizzate a tempo debito. Le misure d’emergenza no deal prevedono:- la prosecuzione del programma Peace Irlanda fino a fine 2020. Per il 2021, Bruxelles ha proposto il potenziamento del sostegno per la riconciliazione al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord;

– bilancio Ue (in fase di adozione definitiva): l’Ue continuerà a effettuare pagamenti nel 2019 ai beneficiari Uk per decisioni e contratti firmati prima del 30 marzo 2019, purché il Regno Unito onori gli impegni sul bilancio 2019 e accetti controlli e audit;

– diritti di pesca e compensazione: compensazione per pescatori e operatori degli stati Ue per l’arresto temporaneo delle attività di pesca. L’Ue potrà concedere alle navi Uk l’accesso alle acque dell’Unione fino a fine 2019, a condizioni di reciprocità;

– servizi finanziari: disposte misure temporanee e limitate per evitare interruzioni improvvise della compensazione centrale di derivati e servizi centrali di deposito titoli per operatori Ue che utilizzano operatori Uk. E per agevolare la novazione, per 12 mesi, di contratti derivati negoziati fuori borsa, in caso di trasferimento da una controparte Uk a una Ue;

– aerei: garantiti i collegamenti di base per evitare una totale interruzione del traffico aereo Ue-Uk;

– strade: mantenimento di collegamenti stradali di base sicuri tra l’Ue e Uk per un periodo di tempo limitato, a condizione che il Regno Unito conceda lo stesso trattamento a imprese e operatori Ue;

– ferrovie: validità di tre mesi delle autorizzazioni di sicurezza per consentire il varo di soluzioni a lungo termine. La misura riguarda l’Eurotunnel sotto la Manica e sarà subordinata al mantenimento Uk di standard di sicurezza identici a quelli Ue;

– navi: ispezioni per garantire la certezza del diritto e la continuità delle attività nel settore e nuovi collegamenti marittimi tra Irlanda, Francia, Belgio e Paesi Bassi;

– clima: il no deal non inciderà sul funzionamento del sistema di scambio delle quote di emissione.

– Erasmus+: studenti e tirocinanti al momento del recesso del Regno Unito potranno completare studi e ricevere finanziamenti o borse di studio;

– sicurezza sociale: salvaguardati i diritti – come periodi di assicurazione, lavoro (anche autonomo) o residenza in Uk prima del recesso – delle persone in Uk e Ue da prima del recesso;

– visti (in fase di adozione): esenzione dal visto per i cittadini Uk che si recano nell’Ue, se anche il Regno Unito concede un regime di esenzione reciproca e non discriminatorio per i cittadini Ue.

Luigi Chiarello

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