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Documenti societari: Regione Lombardia chiama Fondazione Maugeri tace

Oggetto: «Sollecito richiesta documentazione». La lettera è stata spedita alla Fondazione Maugeri il 25 novembre. La commissione Sanità della Regione Lombardia, da cui il gruppo sanitario (21 centri in Italia) ricava due terzi dei 305 milioni di fatturato, vorrebbe vedere il «Piano industriale» e il «Business plan commissionato alla Pricewaterhouse». Nessuna risposta a ieri, secondo fonti della commissione.
La Maugeri, dunque, da una parte ha rapporti strettissimi con gli enti pubblici, non è in grado di far fronte agli impegni con i creditori e chiede la protezione del tribunale ottenendo l’«ombrello» del concordato con riserva. Dall’altra, però, centellina le informazioni.
Non si sa nulla, per esempio, sull’azione di responsabilità agli ex vertici. O sull’identità dell’«azionista di maggioranza»: l’ Associazione sostenitori e promotori. Quanto al piano industriale, la commissione Sanità della Lombardia aveva già scritto il 6 novembre ricevendo un «diniego con motivazioni non condivisibili». Un portavoce della Maugeri afferma che «il piano industriale è in via di predisposizione». Il nuovo presidente, Gualtiero Brugger, un esperto di ristrutturazioni, sta lavorando per trovare un accordo con i creditori e nuovi investitori. Il gruppo, al netto dei problemi finanziari, ha un business (riabilitazione) che funziona e personale di altissimo livello. Per ora molti fornitori (oltre 50 milioni di scaduto) sono rimasti con il cerino in mano. Sul taglio degli stipendi dei 3.400 dipendenti è in corso una trattativa sindacale durissima. Non ci sono soldi.
Due nomi tra i principali responsabili del disastro: Umberto Maugeri, ex presidente, e Costantino Passerino, ex direttore centrale. Hanno infilato il gruppo nel buio delle inchieste giudiziarie, nel «buco» 2011 da 90 milioni e nel patteggiamento da 16 milioni. Ma non si hanno notizie serie e recenti sull’azione di responsabilità, né il motivo per cui altri amministratori o revisori non siano stati chiamati in causa. Dalla Maugeri si limitano a dire che «l’azione di responsabilità è strettamente connessa al procedimento penale».
Si arriva così al paradosso di una Fondazione che chiede sacrifici a dipendenti e creditori mentre è tuttora governata, se non controllata, anche da membri della famiglia Maugeri. Con Brugger neopresidente senza deleghe, la vicepresidente è Chiara, figlia di Umberto, e in cda c’è anche l’altra figlia Barbara. Entrambe sono anche dipendenti. E la governance è dettata dall’Associazione, presieduta da una delle figlie. Sono loro che, per risarcire la Maugeri, dovrebbero «aggredire» il patrimonio di papà.

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