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«Documenti nascosti alla Vigilanza»

Laconico ma affilato come un rasoio è arrivato ieri sera a mercati chiusi il comunicato della Banca d’Italia, con l’atto di accusa per il vecchio vertice del Monte: «La vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all’Autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza del Mps».
In quello stesso momento anche l’attuale amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola confermava in un’intervista televisiva che Banca d’Italia e Consob nell’ambito dell’ultimo scandalo dei derivati non avevano ricevuto le dovute informazioni sui contratti sottoscritti: «La possibilità da parte delle autorità di conoscere in modo compiuto queste operazioni dipende dalla corretta contabilizzazione delle medesime e soprattutto dalla corretta gestione della documentazione. Diciamo che in queste situazioni sono mancate entrambe le condizioni».
Ma la nota di via Nazionale dice di più sulla vicenda che ha portato alle improvvise dimissioni del presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari. Essa sottolinea, infatti, che quel documento tenuto segreto nei confronti delle autorità, che riconnette operazioni in derivati tenute apparentemente separate, e che è stato scoperto da Profumo e Viola nell’ottobre del 2012, è attualmente sotto la lente di Banca d’Italia e della magistratura: «Le operazioni sono ora all’attenzione sia della Vigilanza sia dell’autorità giudiziaria, in piena collaborazione», dice la nota, rimarcando che «gli approfondimenti e le indagini sono coperti da segreto d’ufficio e da segreto istruttorio».
In pratica, par di capire che si tratta di accertamenti complessi, che potrebbero avere anche profili penali (se dovesse essere riscontrato il reato di “ostacolo alla Vigilanza”). Nella sua nota, Banca d’Italia ricorda che nei mesi scorsi (aprile 2012, ndr) i vertici del Monte sono stati rinnovati. In effetti, anche in seguito all’ ispezione di Bankitalia del 2010 e alle iniziative successive e a un confronto serrato con via Nazionale, gli azionisti del Monte hanno deciso di rimuovere l’alta dirigenza della Banca; nel frattempo, il monitoraggio della Vigilanza non è mai venuto meno (le ispezioni si stanno ancora svolgendo e oggi Bankitalia ha in corso vari procedimenti sanzionatori nei confronti degli amministratori in carica all’epoca dei fatti).Infine, la nota di Banca d’Italia rimarca che «i nuovi amministratori stanno cooperando con l’autorità giudiziaria e con la Banca d’Italia per accertare le passate circostanze».
Il riferimento è a quello che il nuovo presidente del Monte Alessandro Profumo ha definito ieri «il grandissimo lavoro di trasparenza», finalizzato a rimettere la Banca in condizioni di operare bene. E questo, a ben guardare, è il solo aspetto positivo del duro comunicato, perchè se ne può desumere che, allo stato attuale, secondo via Nazionale non ci sono i presupposti per ipotizzare una gestione straordinaria della banca.

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