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Documenti a uso allargato

Sono utilizzabili i documenti prodotti solo in giudizio dal contribuente, quando questi dichiari di non aver potuto esibire le scritture richieste a causa del trasferimento degli uffici dell’agenzia delle Entrate. Ne consegue che non configurandosi un “rifiuto all’esibizione” il ricorso all’accertamento induttivo è illegittimo. Ad affermarlo è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 16731 che è stata depositata il 4 luglio 2013.
La vicenda trae origine da un avviso di accertamento emesso dall’agenzia delle Entrate nei confronti di una cooperativa di trasformazione e vendita di prodotti agricoli. L’ufficio ha rettificato induttivamente il reddito d’impresa, riconoscendo costi in via forfetaria in quanto non aveva ottemperato alla richiesta di esibizione della contabilità. La contribuente ha impugnato la pretesa dinanzi alla competente commissione tributaria provinciale, producendo, con il deposito del ricorso, tutta la documentazione contabile ritenuta necessaria a giustificare le spese sostenute nell’esercizio in contestazione. La contribuente ha anche dichiarato, nella propria difesa, di non aver potuto produrre le scritture contabili a causa di rinvio da parte dell’ufficio per il trasferimento in atto a quel tempo dei locali dell’Agenzia. E ha chiesto l’utilizzazione in giudizio, in base all’articolo 32, comma 5 del Dpr 600/73.
Si ricorda che la norma dispone che i documenti, i libri e i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell’ufficio, non possono essere presi in considerazione ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa. Tuttavia, le citate cause di inutilizzabilità non operano quando il contribuente li deposita in allegato all’atto introduttivo del giudizio di primo grado, dichiarando contestualmente di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile. I giudici di primo grado del caso preso in considerazione hanno accolto il ricorso e la pronuncia, impugnata dall’Agenzia, è stata confermata anche in appello. L’ufficio ha proposto ricorso per cassazione rilevando che il metodo induttivo per l’emissione dell’avviso di accertamento era pienamente legittimo alla luce del fatto che la contribuente aveva omesso di esibire la documentazione richiesta e pertanto, quanto prodotto solo in sede contenziosa, non era utilizzabile.
La Corte di cassazione, nel respingere la doglianza, ha precisato che i documenti depositati in giudizio erano stati legittimamente valutati dal giudice di merito, per il fatto che la contribuente aveva dichiarato di non aver potuto adempiere alla richiesta dell’ufficio per cause a lei non imputabili. Non si era trattato, quindi, di un “rifiuto all’esibizione” e, l’ufficio, a questo proposito, non avendo censurato nel merito quanto sostenuto, ne ha confermato l’attendibilità.

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