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Documentare il falso costerà caro

di Fabrizio G. Poggiani 

Al fine di rendere più efficaci i controlli fiscali e stante il ricorrente atteggiamento mendace nei confronti dell'amministrazione finanziaria, introdotte sanzioni di natura penale per falso materiale e ideologico a carico dei contribuenti «bugiardi».

Questo quanto previsto dal comma 1, dell'art. 11, del dl n. 201/2011 (cosiddetta manovra Monti) che ha rafforzato i controlli sui contribuenti, introducendo anche sanzioni di natura penale, oltre a quelle di natura amministrativa, nel caso di esibizione o trasmissione di atti e documenti falsi.

Come detto, tutto trae origine dalla formulazione del comma 1 richiamato, con il quale il legislatore ha disposto che «_ chiunque, a seguito delle richieste effettuate (_) esibisce o trasmette atti o documenti falsi in tutto o in parte ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero è punito ai sensi dell'articolo 76 del decreto del presidente della repubblica 28 dicembre 2000, n. 445_».

Per quanto indicato dalla relazione di accompagnamento, il legislatore ha verificato che in moltissimi casi le informazioni fornite dal contribuente «verificato» sono risultate false e mendaci, finalizzate alla copertura delle marachelle di ogni genere, con l'obiettivo prioritario di nascondere materia imponibile.

Sul punto, si devono effettuare alcune considerazioni di ordine pratico, stante il forte impatto che tali disposizioni possono avere sul quotidiano, compresa l'attività dei professionisti delegati.

La prima considerazione è, come confermato anche dalla relazione illustrativa, destinata alla volontà di sanzionare un comportamento del contribuente teso a fornire informazioni non veritiere, «_ nell'esercizio dei poteri istruttori_» ovvero esclusivamente in seguito alla richiesta espressa dell'amministrazione finanziaria o in sede di accesso e verifica, ciò sia ai fini delle imposte dirette (articoli 32 e 33, dpr n. 600/1973) sia ai fini dell'Iva (articoli 51 e 52, dpr n. 633/1972); di conseguenza, l'ambito applicativo sembra restare limitato alle indicazioni false e mendaci fornite in sede di verifica, di richiesta dati e notizie o di compilazione di questionari, dovendo escludere le comunicazioni di dati e notizie diverse da quelle appena indicate.

In effetti, la relazione chiarisce ulteriormente che la norma si riferisce, per esempio, «_ alle risposte agli inviti a fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento o a esibire atti e documenti, o, ancora alle risposte ai questionari inviati ai contribuenti ai medesimi fini, così come alle dichiarazioni rese dai contribuenti ai verificatori e riportate nei processi verbali di constatazione _»; da ciò si evince chiaramente che restano escluse, seppure sanzionate in sede amministrativa, le comunicazioni errate relativamente, per esempio, ai beni concessi in godimento ai soci o allo «spesometro» e altre comunicazioni periodiche poste a carico del contribuente, essendo un adempimento che, pur finalizzato all'attività di recupero di materia imponibile, resta fuori del sistema della disciplina di accertamento, come richiamato dalle disposizioni in commento.

La seconda considerazione è che la norma, ai fini sanzionatori, richiama le disposizioni dell'art. 76, dpr n. 445/2000 che punisce taluni comportamenti, in ossequio al codice penale e alle leggi speciali vigenti sul tema.

Sul punto, la relazione illustrativa precisa che le disposizioni in commento tendono a estendere l'applicazione della disciplina sanzionatoria, di natura penale, prescritta a carico di coloro che rilasciano dichiarazioni mendaci, rilasciano atti falsi o ne fanno uso nelle fattispecie previste dal Testo unico che regolamenta la documentazione amministrativa (il classico esempio è la mendace attestazione inserita nelle dichiarazioni sostitutive, finalizzata all'ottenimento di agevolazioni e/o detrazioni).

Di conseguenza, se il contribuente in sede di accesso o verifica da parte dell'Amministrazione finanziaria presenta una documentazione artefatta o rilascia dichiarazioni mendaci, rischia l'applicazione, in aggiunta alle sanzioni di natura amministrativa, delle sanzioni prescritte dall'articolo 482 (falsità materiale del privato), con l'applicazione ridotta a un terzo di quelle prescritte negli articoli da 476 a 478, e 483 (falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico), sempre del codice penale, con il quale si fissa la pena detentiva (reclusione) fino a due anni ogniqualvolta il contribuente attesta al funzionario verificatore «_ fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità_»; tali disposizioni, peraltro, non escludono ma si combinano con quelle applicabili in sede di reati tributari, di cui al decreto legislativo 10/3/2000, n. 74, ancorché si renda necessario un opportuno coordinamento.

Inoltre, quale ultima considerazione, non si può che ricordare che l'Amministrazione finanziaria è sempre più in possesso di dati e informazioni ricevute direttamente da enti o istituti, anche di natura finanziaria (banche, poste, assicurazioni), che dovrebbero non essere richieste al contribuente, ma che potrebbero comportare l'applicazione delle sanzioni di natura penale appena enunciate, se non convalidate dal contribuente in sede di richiesta dati, accessi e verifiche.

Infine, il comma 7, dell'articolo 1 in commento, estende all'Istituto previdenziale per eccellenza (Inps) l'obbligo di fornire dati relativi alle prestazioni «socio-assistenziali» all'Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza, al fine di implementare le informazioni destinate alla verifica della veridicità dei redditi dichiarati da parte dei contribuenti.

Nella relazione illustrativa, infatti, viene affermato che i soggetti beneficiari di prestazioni socio-assistenziali non sempre adempiono in modo corretto agli obblighi dichiarativi, anche allo scopo di fruire indebitamente delle dette prestazioni, naturalmente quando l'erogazione della citata prestazione è condizionata dal livello del reddito percepito, ma anche quando il reddito percepito comporta l'esclusione da detrazioni o deduzioni o, addirittura, dall'ottenimento di bonus e/o agevolazioni di qualsiasi tipo.

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