Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Doccia fredda dall’Fmi “Nessun progresso torniamo a Washington”

 Questa volta a sbattere la porta in faccia alla Grecia è stato il Fondo monetario internazionale. Dopo un vertice notturno inconcludente tra Tsipras, Merkel e Hollande.
Dopo un incontro tra il premier greco e il presidente della Commissione Juncker al termine del quale lo stesso Tsipras ha riconosciuto che «rimangono divergenze» tra Atene e i suoi creditori, ieri pomeriggio i delegati Fmi hanno lasciato il tavolo delle trattative e sospeso il negoziato. «Ci sono ancora divergenze importanti in settori essenziali e non c’è stato alcun progresso per colmare queste divergenze. Siamo ancora ben lontani da un accordo e non c’è neppure una data prevista per un’eventuale ripresa delle trattative», ha detto il portavoce dell’Fmi, Gerry Rice, con toni insolitamente duri.
La stangata del Fondo è arrivata al termine di una giornata in cui i greci, come al solito, nonostante l’evidente mancanza di progressi avevano continuato ad alimentare l’ottimismo, spingendo la borsa di Atene a registrare un rialzo dell’8%. «Lavoriamo per colmare le divergenze residue per un risanamento della Grecia che mantenga la coesione sociale e un debito pubblico sostenibile», aveva detto Tsipras al termine dell’incontro con Juncker. Ma il premier greco sembra rimasto il solo a non capire che in Europa il clima è ormai radicalmente cambiato. A una settimana dalla riunione dei ministri delle Finanze, che è l’ultima occasione possibile per evitare il default, nessuno vuole più negoziare sulle stravaganti proposte di Atene e si aspetta solo di capire se Tsipras accetta o no le condizioni dei creditori.
Dopo aver detto e ripetuto troppe volte che «la palla è nel campo dei greci», adesso i creditori hanno smesso di discutere fino a che Atene non fornirà risposte attendibili. Il nodo principale è quello della riforma del lavoro e delle pensioni.
Ieri su questo punto il portavoce Fmi è stato insolitamente argomentativo. «Pensioni e salari – ha spiegato – rappresentano l’80% di tutte le spese primarie della Grecia. I fondi pensione ellenici ricevono trasferimenti annui pari al 10% del Pil dallo Stato contro una media europea del 2,6%. Non è dunque possibile per il Paese raggiungere i suoi target fiscali di medio termine senza riforme, specialmente delle pensioni. Il sistema pensionistico greco è insostenibile».
Secondo Rice, «la pensione standard in Grecia è quasi a livello di quelle tedesche, ma le persone vanno in pensione sei anni prima che in Germania e il reddito pro-capite in Grecia è circa la metà di quello tedesco». Le proposte della troika prevedevano di tutelare le pensioni minime. Ma una riforma del sistema pensionistico è inevitabile se si vogliono raggiungere gli obiettivi di bilancio, mentre è proprio questo uno dei punti che il governo Tsipras considera non negoziabili.
Anche sulla fiscalità, il Fondo considera essenziale una riforma dell’Iva. «La politica di aumentare aliquote già alte non è sostenibile.
Quindi è cruciale allargare il prelievo.», ha detto Rice. Dopo l’iniziativa dell’Fmi, il portavoce del governo greco ha detto che la delegazione ellenica è pronta ad «accelerare il negoziato per arrivare ad un accordo anche nelle prossime 24 ore».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa